Wall Street si aspetta che gli utili dell’S&P 500 crescano del 29,6% nel terzo trimestre, ma molti investitori avvertono che saranno le indicazioni prospettiche dei gruppi tecnologici più esposti all’intelligenza artificiale a determinare se il rally azionario potrà reggere.
Punti chiave:
- Gli analisti prevedono per l’S&P 500 un aumento degli utili del 29,6% nel terzo trimestre: sarebbe il terzo trimestre consecutivo con crescita oltre il 25%.
- Un numero record di 72 società ha diffuso guidance positiva sugli utili, di cui 44 appartengono al comparto tecnologico.
- I piani di spesa per l’AI e il livello elevato dei rendimenti obbligazionari saranno determinanti per la reazione dei mercati.
Guidance record per l’S&P 500
I membri di un panel di gestori hanno sostenuto che saranno soprattutto le indicazioni sul futuro, più che il dato aggregato di crescita, a stabilire se i listini terranno la posizione, mentre la stagione delle trimestrali si apre questa settimana con i conti delle grandi banche. Secondo i dati FactSet pubblicati, tra il 30 giugno e il 30 settembre le stime sugli utili del terzo trimestre sono state ritoccate al rialzo dell’1,4%, a fronte di un calo medio del 2,5% per trimestre nell’ultimo decennio. Il mercato si attende poi un raffreddamento del ritmo di crescita, dal 32,7% di quest’anno a un comunque solido +15,8% nel 2027.
Un numero record di 72 società dell’S&P 500 ha fornito indicazioni positive sugli utili trimestrali, superando il precedente massimo di 65 registrato nel 2021. Di queste 72 aziende, 44 appartengono al settore tecnologico.
Le prime uscite appaiono robuste: l’84% delle 19 società che aveva già pubblicato i conti al 9 ottobre ha battuto le attese. A fare da contrappeso restano però i tassi: il rendimento del Treasury decennale ha chiuso al 5,24% il 9 ottobre, dopo il 5,31% del 5 ottobre.
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Le previsioni di Ed Yardeni
Lo strategist Ed Yardeni ha affermato che il trimestre si sta configurando come “un altro blockbuster”, con gli analisti che si attendono una crescita sia dei ricavi sia degli utili in tutti gli 11 settori dell’indice: un evento verificatosi solo una volta negli ultimi 25 anni. Sameer Samana, responsabile azionario globale e real assets del Wells Fargo Investment Institute, ha stimato che tecnologia e AI possano contribuire per il 70-80% all’incremento complessivo degli utili, lasciando a energia e materiali un ruolo più marginale.
Resta però un banco di prova cruciale per il tech: la tenuta della spesa dei cosiddetti hyperscaler, i grandi gruppi cloud che stanno costruendo i data center per l’AI. Sulla base dei colloqui con il management, un componente del panel ha osservato che nessuno sembra intenzionato a rallentare: tagliare gli investimenti significherebbe rischiare di restare indietro nella corsa all’intelligenza artificiale.
Un altro esperto ha messo in guardia sul fatto che la reazione del mercato potrebbe contare più dei numeri, citando l’esempio di Nvidia, le cui azioni in alcune occasioni non hanno tenuto il passo con risultati molto forti.
Il tema della “breadth” di mercato resta delicato: oltre metà dei titoli dell’S&P 500 quota sotto la propria media mobile a 200 giorni, ha ricordato un panelist. Rendimenti più stabili, i dati sull’inflazione attesi in settimana e le trimestrali bancarie potrebbero favorire un recupero di altri settori, ha suggerito un altro partecipante, mentre un terzo ha indicato il tema del finanziamento come potenziale fattore di rischio, richiamando i segnali di crescente prudenza degli investitori verso il debito legato all’AI.
Gli utili effettivi hanno superato le stime di fine trimestre in 37 degli ultimi 40 trimestri. Negli ultimi quattro, le società hanno battuto le attese in media del 13,8%, facendo salire il tasso di crescita complessivo di 14,1 punti percentuali rispetto alle previsioni formulate a fine trimestre. Anche lo scenario più prudente tra i tre benchmark di FactSet punta a una crescita del terzo trimestre nell’ordine del 35,6%.
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