Robbins Geller Rudman & Dowd LLP ha intentato venerdì una class action contro Microsoft Corporation, per conto degli investitori che hanno subito perdite legate ai fallimenti dei prodotti dell’azienda in ambito IA.
According a un comunicato stampa, la causa prende di mira direttamente Microsoft e indica l’assistente Gemini basato su IA tra i fattori che avrebbero contribuito alle perdite. Lo studio sostiene che il prezzo delle azioni MSFT ha continuato a scendere nei giorni successivi alla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026 di Microsoft.
Cosa sostiene il ricorso
Il deposito si concentra sulla questione se Microsoft abbia rilasciato dichiarazioni sostanzialmente fuorvianti sulle prestazioni e sulla redditività commerciale dei suoi prodotti di IA. Robbins Geller sostiene che la reazione del mercato alla trimestrale abbia riflesso problemi non divulgati che gli investitori non potevano prevedere.
Lo studio sta raccogliendo candidature per il ruolo di lead plaintiff tra investitori istituzionali e retail che abbiano subito perdite significative durante il periodo di riferimento. In base alla normativa federale sui titoli, il termine per la nomina del lead plaintiff è in genere fissato a 60 giorni dalla data di presentazione dell’azione.
Robbins Geller ha già condotto in passato importanti class action in materia di titoli. Lo studio ha ottenuto un risarcimento di 7,2 miliardi di dollari nel caso Enron e di 3 miliardi di dollari nella vicenda WorldCom.
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Contesto
Nelle sue recenti comunicazioni sui risultati, Microsoft ha puntato con forza sulle partnership e sulle integrazioni di prodotti basati sull’IA. L’azienda ha collegato le previsioni di crescita dei ricavi alla suite Copilot e alle integrazioni estese di Gemini annunciate all’inizio del 2026. Quando i risultati del secondo trimestre 2026 sono stati inferiori alle stime degli analisti sulle metriche cloud trainate dall’IA, il titolo è sceso bruscamente. Quel sell-off costituisce la base fattuale su cui ora si fonda il ricorso.
La causa si inserisce in un quadro più ampio. Dal 2026, i contenziosi in materia di governance dell’IA e responsabilità da prodotto contro le grandi aziende tecnologiche sono aumentati, mentre autorità di vigilanza e attori privati mettono alla prova i limiti degli obblighi di informativa relativi alle previsioni di ricavi trainati dall’IA.
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