Elon Musk ha presentato giovedì la Roadster di Tesla, attesa da anni, facendola volare sopra alcune auto parcheggiate grazie a propulsori SpaceX e raggiungendo le 60 miglia orarie in 0,81 secondi, con avvio della produzione fissato al 2028.
Punti chiave:
- Tesla ha presentato tre versioni della Roadster, tra cui una Rocket monoposto in grado di sollevarsi da terra.
- Musk punta alla produzione nel 2028, otto anni dopo la data di consegna inizialmente promessa.
- Un analista ha bollato l’evento come una dimostrazione di ingegneria con scarso valore commerciale.
La dimostrazione della Tesla Roadster
Musk ha svelato l’auto nel sito di test di SpaceX a McGregor, in Texas, dove la Roadster ha scalato un muro curvo, è rimasta quasi capovolta grazie a ventole a vuoto e ha effettuato un salto sopra una fila di modelli Tesla.
In una prova dal vivo, i cronometri hanno registrato 0,81 secondi da zero a 60 mph, e Musk ha dichiarato che la versione di serie dovrebbe migliorare quel tempo. Nessun essere umano era al volante durante le acrobazie, scelta che Musk ha motivato con la volontà di evitare incidenti mortali.
Dopo lo show, Tesla ha elencato tre varianti, a partire da una Performance a due posti che scatta da 0 a 60 mph in meno di 1,6 secondi e da una Thrust in serie limitata che aggiunge propulsori a gas freddo posteriori per scendere sotto gli 0,9 secondi. La versione Rocket, monoposto e su invito, può staccarsi da terra e superare le 230 mph, ma Tesla precisa che non è omologata per la circolazione stradale.
La spinta è garantita da dieci ugelli ad aria compressa alimentati da un serbatoio da 600 litri, che l’auto può ricaricare autonomamente, e ogni versione dichiara oltre 300 miglia di autonomia. Tesla non ha diffuso specifiche su batteria e motori. Nessuna indicazione neppure sul prezzo, ma i clienti statunitensi devono versare 50.000 dollari per prenotare una Performance e 250.000 dollari per una Thrust, gli stessi importi richiesti nel 2017.
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L’analisi di Gene Munster
Il titolo Tesla è salito di quasi il 3% nelle contrattazioni after hours, ma Gene Munster, managing partner di Deepwater Asset Management, ha definito la presentazione un “atto di forza ingegneristico” con scarso ritorno commerciale, se non quello di mettere in ombra le case automobilistiche tradizionali. Ha letto inoltre l’evento come un segnale della volontà di Musk di avvicinare Tesla e SpaceX, descrivendo la Roadster come un “mashup dei due team tecnologici”.
Gary Black, managing director di The Future Fund, aveva avvertito prima dello show che i mercati avrebbero probabilmente reagito con delusione per via dell’eccesso di aspettative. Musk, che ha annunciato che la Roadster diventerà l’unica Tesla guidabile manualmente, ha ammesso che non si tratta “necessariamente di un’auto ottimizzata per la sicurezza”. Alla domanda di uno spettatore sulla sua omologazione stradale, ha risposto: “Dipende dalla tua strada”.
I rinvii della Roadster di Musk
L’evento di giovedì chiude quasi nove anni di scadenze mancate.
Tesla aveva mostrato per la prima volta la Roadster di seconda generazione nel novembre 2017, promettendo uno 0-60 mph in 1,9 secondi, 620 miglia di autonomia, un prezzo base di 200.000 dollari e consegne a partire dal 2020. Musk aveva poi fissato una dimostrazione per il 1° aprile 2026, slittata successivamente a fine aprile prima di scivolare ad agosto o oltre. Anche l’evento del 1° ottobre sarebbe stato rinviato di due settimane a causa dei forti venti.
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