TRON (TRX) ha regolato nel secondo trimestre trasferimenti in Tether (USDT) per 2,1 trilioni di dollari, ma il valore bloccato nella sua DeFi è sceso dell’1,9% e i volumi sugli exchange continuano a contrarsi.
Punti chiave:
- L’offerta di USDT su TRON ha chiuso il secondo trimestre a 87,9 miliardi di dollari, davanti a Ethereum.
- Il volume medio giornaliero sugli exchange decentralizzati è calato del 21,7% a 49,3 milioni di dollari, quarto trimestre consecutivo in ribasso.
- Le commissioni di rete sono salite del 15,9% a 699,4 milioni di dollari, primo aumento dall’agosto 2025.
Stablecoin su TRON: regolamenti record nel trimestre
La società di ricerca Messari ha pubblicato la sua review trimestrale il 10 agosto, certificando per TRON il maggior saldo circolante di USDT tra tutte le blockchain.
L’offerta di USDT sulla rete ha chiuso giugno a 87,9 miliardi di dollari, superando Ethereum (ETH), ferma a 78,7 miliardi. Le stablecoin su TRON hanno toccato il massimo storico di 89,2 miliardi di dollari complessivi, in aumento del 4,1% nel trimestre, con Tether che detiene il 98,5% di questa fetta di mercato.
Il volume medio giornaliero dei trasferimenti è cresciuto del 4,3% a 22,8 miliardi di dollari, invertendo il calo registrato nel trimestre precedente. Le transazioni giornaliere sono state in media 11,8 milioni, con 3,6 milioni di indirizzi attivi. Il 15 giugno la rete ha segnato un record giornaliero di 14,6 milioni di transazioni.
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Messari: perché la DeFi di TRON arretra
All’interno dell’ecosistema, il quadro va nella direzione opposta. Il valore totale bloccato nella DeFi di TRON è sceso dell’1,9% a 4,4 miliardi di dollari nello stesso periodo, mentre JustLend, il principale protocollo della rete, ha registrato un calo del 10,5% a 2,9 miliardi. La quota del lender sul valore complessivo bloccato è così scivolata al 66,5%.
Il volume medio giornaliero sugli exchange decentralizzati di TRON è arretrato del 21,7% a 49,3 milioni di dollari, quarto trimestre consecutivo di contrazione. Gli analisti collegano il trend a un più ampio “raffreddamento del trading spot on-chain”, più che a fattori specifici della rete. Il declino prosegue dalla seconda metà del 2025, segnando un intero anno in cui i flussi di pagamento e l’attività di trading si sono mossi in direzioni divergenti.
Le commissioni, in dollari, hanno invece marciato al rialzo, salendo del 15,9% a 699,4 milioni di dollari: è il primo aumento trimestrale dall’agosto 2025, quando una modifica di governance aveva ridotto il prezzo dell’unità di energia. L’offerta circolante di TRX è comunque cresciuta di circa 87 milioni di token, con le nuove emissioni che hanno superato i burn. Il totale di TRX in staking è sceso dello 0,9% a 45,7 miliardi, facendo arretrare il tasso di staking al 48,2% alla fine di giugno.
Il prezzo di TRX resta indietro rispetto alla crescita della rete
Nello stesso periodo l’accesso al token negli Stati Uniti si è ampiato.
Binance.US ha riattivato il trading spot ad aprile, Bitnomial ha aggiunto TRX alla sua piattaforma regolamentata, Canary Capital ha modificato il filing per un fondo su TRX in staking e Anchorage Digital ha aperto allo staking istituzionale a luglio.
Nonostante ciò, l’impatto sul prezzo è stato limitato. TRX ha guadagnato l’11,6% nel primo trimestre, per poi chiudere giugno intorno a 0,32 dollari e scambiare oggi sul mercato spot a circa 0,336 dollari. Il token resta circa il 23% sotto il massimo storico e si muove in un range ristretto, in un anno in cui i volumi di regolamento hanno continuato a salire su nuovi massimi.
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