Donald Trump ha dichiarato di non sapere quanto ha guadagnato dalle iniziative in crypto nel 2025, respingendo al contempo le accuse che tali entrate fossero illegali.
Punti chiave:
- Il presidente Trump ha detto in un’intervista a CNBC di non essere a conoscenza dei suoi guadagni in crypto.
- La sua dichiarazione finanziaria 2025 ha mostrato almeno 1,4 miliardi di dollari di reddito in crypto legato principalmente ad accordi sui token.
- Le preoccupazioni etiche continuano a pesare sul CLARITY Act mentre il Congresso si avvicina alla pausa di agosto del Senato.
Crypto di Trump
Trump ha rilasciato i commenti in un’intervista a CNBC dopo la pubblicazione della sua dichiarazione finanziaria 2025, che mostrava almeno 1,4 miliardi di dollari di reddito in crypto.
La dichiarazione indicava che il reddito proveniva principalmente da accordi di licenza legati alla meme coin TRUMP (TRUMP) e dalle vendite del token World Liberty Financial (WLFI).
Trump ha detto di non sapere di questi guadagni, aggiungendo però che potrebbe saperlo se lo volesse. Ha anche affermato che non ci sarebbe “niente di illegale” nel saperlo, nonostante i critici sollevino timori di conflitti di interesse.
I commenti sono arrivati dopo una precedente difesa dei suoi guadagni di mercato, che Trump aveva collegato al rally azionario. In quel momento non aveva affrontato il tema del reddito in crypto riportato nella dichiarazione.
L’attività in crypto della sua famiglia è stata oggetto di maggiore scrutinio da quando sono state lanciate, lo scorso anno, le meme coin legate a Trump, tra cui MELANIA (MELANIA). Questi token, insieme a WLFI, sono crollati bruscamente rispetto ai loro massimi storici.
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Politica sulle crypto
Trump ha ribadito che gli Stati Uniti dovrebbero guidare nel settore crypto, paragonando l’area alle intelligenze artificiali e avvertendo che Cina o Giappone potrebbero guadagnare terreno se Washington si muovesse troppo lentamente.
Ha sollecitato il Congresso ad approvare il CLARITY Act, un disegno di legge sulla struttura dei mercati crypto che fa parte del suo impegno più ampio a rendere gli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute.
Le prospettive del disegno di legge si sono indebolite da quando la dichiarazione finanziaria è diventata pubblica. I dati di Polymarket citati nel rapporto indicavano una probabilità del 41% che Trump firmasse la misura in legge quest’anno. I Democratici hanno continuato a insistere sulle questioni etiche legate all’esposizione di Trump alle crypto, creando un ulteriore ostacolo mentre i legislatori affrontano un calendario sempre più serrato prima della pausa di agosto del Senato.
La controversia riflette un modello più ampio del secondo mandato di Trump, in cui il suo sostegno pubblico agli asset digitali si è mosso di pari passo con il ruolo crescente della sua famiglia nei progetti crypto.
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