La crescita delle riserve in stablecoin potrebbe generare una domanda sufficiente di Treasury bill statunitensi da consentire a Washington di ridurre l’emissione di obbligazioni a lunga scadenza, in un cambiamento che legherebbe sempre più la struttura del più grande mercato di debito sovrano al mondo all’expansion of digital dollars.
In una nota pubblicata lunedì, Standard Chartered ha stimato che la capitalizzazione di mercato delle stablecoin potrebbe raggiungere i 2.000 miliardi di dollari entro il 2028, creando tra 800 e 1.000 miliardi di dollari di domanda aggiuntiva per T-bill, mentre gli emittenti investono le riserve in debito pubblico a breve termine.
Combinata con gli acquisti previsti della Federal Reserve, la nuova domanda complessiva di bill potrebbe raggiungere circa 2.200 miliardi di dollari nel periodo, superando l’offerta prevista se i modelli di emissione restassero invariati.
Eccesso di domanda di bill crea spazio per ridurre l’offerta a lunga scadenza
Questo squilibrio lascerebbe circa 900 miliardi di dollari di domanda in eccesso per i Treasury a breve scadenza, offrendo al Tesoro USA una motivazione per aumentare la quota di bill nel proprio mix di finanziamento.
Spostare tale ammontare di emissioni dai titoli più a lunga scadenza potrebbe, di fatto, consentire la sospensione delle aste di bond trentennali per diversi anni rispetto al calendario attuale, secondo l’analisi.
Una mossa del genere ridurrebbe l’offerta di duration sul tratto lungo della curva ed è probabile che spinga inizialmente al ribasso i rendimenti a lungo termine, producendo un effetto di bull-flattening sul mercato dei Treasury.
Le stablecoin emergono come acquirente strutturale di debito pubblico
La domanda prevista evidenzia come le stablecoin regolamentate si stiano evolvendo in un nuovo acquirente, poco sensibile ai prezzi, di titoli di Stato USA.
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Gli emittenti detengono tipicamente riserve in Treasury a breve termine a garanzia dei token ancorati al dollaro, rendendo la crescita dell’infrastruttura di pagamenti digitali direttamente collegata alle condizioni di finanziamento sovrano e alla disponibilità di collateral sul fronte a breve.
Questa dinamica trasforma di fatto le stablecoin in una forma di moneta digitale emessa privatamente che incanala capitali nei mercati del debito pubblico, rafforzando il ruolo del dollaro nei sistemi di liquidità globali.
Rischio di scarsità sul fronte a breve e implicazioni di politica economica
Se l’offerta non aumentasse, la crescente presenza dei gestori di riserve in stablecoin accanto ai fondi monetari e alla Federal Reserve potrebbe rendere i T-bill strutturalmente scarsi, irrigidendo le condizioni nei mercati repo e nel finanziamento a breve termine.
Ciò crea un incentivo fiscale per i responsabili politici ad accogliere l’espansione delle stablecoin all’interno di un quadro regolamentato, poiché la loro crescita sosterrebbe la domanda di finanziamento pubblico riducendo al contempo la pressione sui costi di indebitamento a lungo termine.
Sebbene lo scenario di base di Standard Chartered resti quello di rendimenti a lungo termine più elevati nel breve periodo, la banca ha affermato che il rischio di un cambiamento strutturale nella strategia di emissione aumenterà nei prossimi anni con l’accelerazione dell’adozione delle stablecoin.
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