ETF spot su Bitcoin per il retail ottiene il via libera di FINMA, cinque anni dopo il fondo riservato ai qualificati

Regulator FINMA waived diversification rules to approve Switzerland's first spot Bitcoin ETF for retail investors, with custody safeguards (Image: Shutterstock)
Regulator FINMA waived diversification rules to approve Switzerland's first spot Bitcoin ETF for retail investors, with custody safeguards (Image: Shutterstock)

L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, FINMA, ha concesso una deroga alle regole di diversificazione martedì, approvando il primo ETF spot su Bitcoin (BTC) accessibile al pubblico retail in Svizzera. Il via libera arriva cinque anni dopo l’ok al primo fondo cripto, allora limitato esclusivamente agli investitori qualificati.

Punti chiave:

  • FINMA ha autorizzato il primo ETF spot su Bitcoin aperto agli investitori retail, senza tuttavia rivelare il nome del fondo né dell’emittente.
  • Il regolatore ha sospeso le regole standard di diversificazione, richiamando la lunga storia di negoziazione di Bitcoin e i suoi elevati volumi di scambio.
  • L’autorizzazione è accompagnata da rigidi presìdi su custodia, rischio operativo e trasparenza; altri operatori hanno già presentato o annunciato le proprie domande.

L’esenzione di FINMA per l’ETF su Bitcoin

L’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari svizzeri ha dichiarato che il prodotto è il primo fondo offerto al pubblico, ai sensi della legge svizzera sui fondi d’investimento, a investire direttamente in Bitcoin. In base al diritto elvetico, il veicolo rientra nella categoria degli “altri fondi per investimenti alternativi” con rischi particolari, e non nella struttura di titoli di debito utilizzata finora da molti prodotti cripto. Altri gestori hanno già presentato o preannunciato richieste analoghe.

Le norme svizzere sui fondi impongono normalmente ai gestori di ripartire il capitale su un ampio numero di attivi. In questo caso, però, FINMA ha concesso un’eccezione, richiamando la lunga serie storica di scambi su Bitcoin e volumi di negoziazione nettamente superiori a quelli della maggior parte delle altre criptovalute.

Un portavoce di FINMA ha rifiutato di indicare il nome del fondo approvato o del suo emittente, spiegando che l’autorità non fornisce informazioni su singole istituzioni. Il regolatore non ha inoltre reso noti ticker, commissioni di gestione, depositaria, masse iniziali o data di esordio in Borsa, lasciando irrisolti i dettagli commerciali dell’ETF. Gli investitori sanno che il prodotto esiste, ma per ora quasi nulla sul suo profilo concreto.

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Avvertenze sui rischi di Bitcoin

FINMA ha ribadito che l’approvazione non trasforma Bitcoin in un investimento sicuro, avvertendo che le violente oscillazioni di prezzo possono erodere in modo rilevante il capitale investito. Gli acquirenti, ha sottolineato l’autorità, devono valutare attentamente questo rischio nel decidere l’ammontare da allocare.

In base alle condizioni di autorizzazione, gli intermediari sottoposti a vigilanza dovranno ridurre i rischi di custodia e quelli operativi in linea con le linee guida sulla cripto-custodia pubblicate dal regolatore il 12 gennaio. La documentazione del fondo dovrà inoltre illustrare in modo chiaro e dettagliato tali rischi. I soggetti che distribuiscono il prodotto dovranno attenersi alla Legge sui servizi finanziari, che impone verifiche di appropriatezza e adeguatezza, oltre a evidenti avvertenze sulla volatilità e sulle possibili perdite. Secondo FINMA, queste regole al punto vendita garantiscono un livello di tutela superiore rispetto all’acquisto diretto di criptovalute.

La storia degli ETP cripto in Svizzera

Il nuovo fondo si distingue dai prodotti cripto già quotati sul mercato svizzero. Gli exchange-traded product su Bitcoin negoziati sulla SIX Swiss Exchange sono titoli di debito collateralizzati che, a differenza dei fondi, non richiedono un’approvazione preventiva da parte di FINMA; l’ETF appena autorizzato, invece, rientra nella disciplina dei fondi d’investimento, con i relativi obblighi di protezione degli investitori.

SIX ha iniziato a quotare strumenti legati alle criptovalute nel 2018, cui è seguito nel 2019 un prodotto indicizzato a Bitcoin ed Ether (ETH). Nel settembre 2021 FINMA ha dato il via libera al Crypto Market Index Fund, che investe prevalentemente in un paniere di asset digitali, ma lo ha riservato agli investitori qualificati, escludendo il pubblico retail. Nel settembre 2025 Bitwise ha portato in quotazione su SIX altri cinque ETP cripto, tra cui strumenti indicizzati a Bitcoin, Solana (SOL), XRP (XRP) e a un indice di asset digitali.

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