Bitcoin (BTC) è tornato sopra gli 80.000 dollari all’apertura dei mercati statunitensi di venerdì, recuperando gran parte del terreno perso dopo il rialzo dei tassi della Federal Reserve di questa settimana.
Punti chiave:
- Bitcoin ha superato quota 80.000 dollari all’apertura degli Stati Uniti dopo essere sceso fino a circa 75.000 dollari all’inizio della settimana.
- I titoli Strategy, Coinbase e Circle sono saliti tra il 5% e l’8% insieme alla criptovaluta.
- Mercoledì la Federal Reserve ha alzato i tassi di un quarto di punto, nel primo aumento da oltre tre anni.
Bitcoin riconquista quota 80.000 dollari
La risalita ha accelerato con l’avvio della seduta americana, secondo la copertura in tempo reale del trading cripto mostrata. Poco prima, la moneta scambiava appena sotto i 78.000 dollari, dopo aver toccato 75.972 dollari nelle ore statunitensi di giovedì e aver recuperato l’intero ribasso notturno. La capitalizzazione complessiva del mercato crypto è salita del 2% a circa 2,66 trilioni di dollari.
Anche i titoli legati al settore hanno seguito il movimento: Strategy ha guadagnato il 7,5% in avvio di contrattazioni, Coinbase è salita del 5,5% e Circle, l’emittente della stablecoin USDC (USDC), ha messo a segno un progresso del 5,7%.
A pesare sul mercato all’inizio della settimana erano stati due fattori: prima il Senato ha bloccato l’avanzamento del Digital Asset Market Clarity Act il 15 settembre, bocciando la mozione procedurale con un voto 49-50. Poi la Fed ha alzato il tasso obiettivo di un quarto di punto, portandolo al 3,75%-4%, per la prima volta da luglio 2023. Nella notte ha seguito la Banca del Giappone, che ha ritoccato il proprio tasso di riferimento su un massimo da 31 anni.
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Butterfill vede un tetto a 80.000 dollari
James Butterfill, responsabile della ricerca di CoinShares, ha dichiarato che una rottura convincente sopra gli 80.000 dollari appare improbabile senza un chiaro miglioramento del quadro inflazionistico o un cambiamento nelle attese di politica monetaria. Secondo Butterfill, più dei tassi in sé contano le proiezioni della banca centrale, e le nuove stime indicano un tasso mediano del 4,1% sia nel 2026 sia nel 2027, contro il 3,8% e il 3,6% indicati a giugno.
Alex Kuptsikevich, chief market analyst di FxPro, si aspetta prese di profitto nel weekend, che potrebbero rinviare un nuovo assalto alla parte alta del range del token, vicino agli 82.000 dollari.
Mitchell Askew di Blockware Intelligence offre una lettura diversa della settimana: la reazione contenuta a due notizie negative suggerirebbe che i venditori più deboli siano già usciti dal mercato. Fabian Dori, chief investment officer di Sygnum, ha osservato che l’aumento dei rendimenti non è automaticamente ribassista per gli asset detenuti come riserva di valore.
Le oscillazioni di Bitcoin a settembre
Settembre, di solito un mese sfavorevole per la criptovaluta, finora è stato sorprendentemente tranquillo. Bitcoin arretra di circa l’1,5% dall’inizio del mese ma resta in rialzo di circa il 32% nel trimestre, verso quello che sarebbe il primo close trimestrale positivo dal terzo trimestre del 2025.
La strada è stata tutt’altro che lineare. Bitcoin aveva messo a segno un rialzo del 25% in agosto, fino a circa 81.000 dollari, per poi restituire parte del guadagno dopo un report sul lavoro che ha mostrato 162.000 posti creati contro attese per 55.000: un dato che ha spinto le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre intorno al 60%. Martedì è sceso sotto i 74.900 dollari, per poi risalire in ognuna delle tre sedute successive.
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