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Esclusivo: il fondatore di Unicoin afferma che le crypto garantite da asset non sono più praticabili sotto la regolamentazione USA

Esclusivo: il fondatore di Unicoin afferma che le crypto garantite da asset non sono più praticabili sotto la regolamentazione USA

Il fondatore di Unicoin, Alex Konanykhin, afferma che le norme regolatorie statunitensi hanno di fatto reso impraticabili le criptovalute garantite da asset, costringendo i progetti che prima puntavano sulla tokenizzazione di asset del mondo reale ad abbandonare tale modello per rimanere negoziabili sui principali exchange.

In un’intervista con Yellow.com, Konanykhin ha dichiarato che Unicoin si è allontanata dalla strategia originaria di emettere una valuta digitale garantita da asset e che distribuisce dividendi, nonostante avesse già ottenuto oltre 3 miliardi di dollari in accordi di swap legati al settore immobiliare collegati al progetto.

Secondo lui, la decisione è stata determinata dalle conseguenze legali derivanti dalla classificazione come strumento finanziario (security) ai sensi della legge statunitense.

«La designazione come security è una condanna a morte per una criptovaluta», ha detto Konanykhin, sostenendo che i token classificati come strumenti finanziari non possono essere quotati sui principali exchange crypto, poiché nessuna piattaforma opera attualmente con l’approvazione della SEC per negoziare crypto-security.

In base a questa interpretazione, un token considerato una security perderebbe di fatto la propria liquidità, poiché le borse valori tradizionali non quotano criptovalute e la maggior parte degli exchange crypto non è autorizzata come sede di negoziazione di strumenti finanziari.

La governance tramite fondazione come strategia regolatoria

Per affrontare questa sfida, Unicoin ha trasferito le responsabilità di gestione dalla propria entità societaria a una nuova Unicoin Foundation costituita alla fine del 2025.

La mossa, ha spiegato Konanykhin, è stata pensata per conformarsi agli aggiornamenti delle linee guida della Securities and Exchange Commission statunitense, che si concentrano sul fatto che l’emittente di un progetto prometta o meno «sforzi gestionali essenziali» tali da creare un’aspettativa di profitto.

Spostando il controllo operativo su una fondazione indipendente governata dai detentori di token secondo il principio “una moneta, un voto”, l’azienda spera di evitare di rientrare nella definizione di security della SEC.

La ristrutturazione rispecchia i modelli di governance adottati da diversi progetti blockchain di rilievo, nei quali fondazioni senza scopo di lucro supervisionano lo sviluppo mentre i fondatori originari si fanno da parte dal controllo diretto.

I critici, tuttavia, sostengono spesso che tali transizioni possano tradursi in quella che definiscono “teatralità della decentralizzazione”, dove la struttura di governance pubblica maschera un’influenza persistente dei team fondatori.

Konanykhin ha riconosciuto che evitare la classificazione come security è stata la ragione centrale del cambiamento di governance, ma ha insistito sul fatto che la struttura della fondazione conferisce ai detentori di token un’influenza diretta sulla direzione del progetto.

La tokenizzazione incontra la realtà della liquidità

Il cambio di rotta evidenzia anche le crescenti tensioni nel mercato in rapida espansione degli asset del mondo reale tokenizzati.

Negli ultimi due anni, i progetti blockchain hanno promosso sempre più la tokenizzazione come modo per portare asset come immobili, materie prime e private equity sulle reti digitali.

In teoria, la tokenizzazione consente la proprietà frazionata, una regolazione più rapida e un accesso globale a investimenti che tradizionalmente richiedono ingenti capitali.

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Ma Konanykhin ha spiegato che il trattamento normativo di tali token negli Stati Uniti rende questo modello difficile da sostenere.

«Se una criptovaluta viene designata come security, non può essere negoziata su alcun exchange», ha detto, descrivendo la situazione come uno svantaggio strutturale rispetto ad asset digitali come Bitcoin.

La conseguenza, sostiene, è che molti progetti che in passato promuovevano token garantiti da asset stanno ora riconsiderando il proprio approccio.

Gli accordi immobiliari alla base del modello di token

In precedenza Unicoin mirava a costruire una criptovaluta supportata da un portafoglio di asset tangibili, tra cui immobili di lusso e progetti minerari.

La società ha dichiarato di aver firmato accordi che coprono decine di proprietà per un valore complessivo di circa 3,5 miliardi di dollari, permettendo agli investitori di conferire asset in cambio di token.

Konanykhin ha affermato che queste transazioni non erano accordi di marketing, ma operazioni d’investimento in cui i proprietari degli immobili cercavano esposizione al settore delle criptovalute, in crescita più rapida.

All’epoca, ha ricordato, i mercati immobiliari erano relativamente stagnanti, mentre i mercati crypto stavano crescendo rapidamente, spingendo alcuni investitori a convertire parte delle loro partecipazioni in asset digitali.

Tuttavia, il progetto ha da allora abbandonato il piano di posizionare il token come garantito da asset, poiché tale impostazione potrebbe far scattare la classificazione come security alla luce degli attuali quadri regolatori statunitensi.

Liquidità e quotazioni sugli exchange

Il cambiamento regolatorio si intreccia anche con un’altra grande sfida per le criptovalute emergenti: la quotazione sugli exchange.

Le principali piattaforme richiedono in genere forte liquidità, volumi di scambio significativi e chiarezza regolatoria prima di quotare nuovi token.

Konanykhin ha affermato che Unicoin ha ritardato la quotazione proprio a causa delle interpretazioni regolatorie precedenti, che classificavano la maggior parte delle criptovalute come security.

Tali condizioni sono cambiate a novembre, quando la nuova leadership della SEC ha indicato una definizione più ristretta di ciò che costituisce una crypto-security.

Anche così, Unicoin ha comunque dovuto ristrutturare il proprio modello di governance per assicurarsi di non rientrare in quella definizione prima di puntare alle quotazioni.

L’azienda afferma di stare preparando una nuova strategia che sarà presentata in occasione di un prossimo summit blockchain a Washington, D.C.

Trasparenza e futuro della finanza tokenizzata

Konanykhin ha inoltre sostenuto che gli standard di trasparenza diventeranno sempre più importanti con l’evoluzione dei prodotti finanziari tokenizzati.

Ha dichiarato che i progetti crypto dovrebbero andare oltre le verifiche periodiche, puntando verso prassi di comunicazione più continua, pur indicando i processi di rendicontazione e revisione già in essere in Unicoin come prova di quello che definisce un «gold standard» di conformità.

Guardando al futuro, vede la tecnologia blockchain trasformare gradualmente il modo in cui gli asset finanziari vengono emessi e scambiati.

«Il denaro si è evoluto nel corso della storia: dalle merci, alla carta, ai pagamenti digitali», ha detto. «La blockchain è il passo successivo di questa evoluzione.»

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