Ethereum (ETH) ha riconquistato l’area dei 2.500 dollari, riportando in primo piano l’ipotesi di un movimento verso i 3.000 dollari, mentre i compratori stanno testando la fascia di resistenza intorno a 2.560 dollari.
Punti chiave:
- Ethereum sta mantenendo la gran parte dei rialzi di agosto, spingendo contro la resistenza compresa tra 2.450 e 2.560 dollari.
- Un movimento duraturo sopra 2.560 dollari potrebbe aprire la strada verso la zona di resistenza 2.920–3.030 dollari.
- Lo Spot Taker CVD è tornato in territorio positivo, ma i compratori hanno ancora bisogno di conferme.
Ethereum mette alla prova la resistenza
Ethereum rimane nella parte alta di un trading range che dura da diverse settimane, avendo difeso la maggior parte dei guadagni messi a segno con il breakout di agosto, secondo un’analisi pubblicata da CryptoPotato e firmata da Shayan Markets. Sul grafico giornaliero la prima area di resistenza rilevante si colloca tra 2.450 e 2.520 dollari, con ETH che nelle ultime sedute ha oscillato vicino al limite superiore di questa fascia.
Una chiusura giornaliera convincente al di sopra di tale area rafforzerebbe lo scenario di continuazione rialzista e aprirebbe la strada verso la successiva fascia di resistenze importanti, tra 2.920 e 3.030 dollari. Il quadro, tuttavia, necessita ancora di una chiara conferma tecnica.
Sul grafico a quattro ore, ETH si muove da diverse settimane in un corridoio compreso grosso modo tra 2.350 e 2.560 dollari, con ripetuti respingimenti su entrambi i lati del range senza che si sia ancora instaurato un trend direzionale solido. Una rottura al rialzo sopra 2.560 dollari migliorerebbe la struttura tecnica a favore dei compratori, mentre un nuovo rifiuto in quell’area potrebbe riportare i prezzi verso 2.430–2.450 dollari.
Da leggere anche: ETF su XRP toccano il record di 1,7 miliardi di dollari mentre la serie di afflussi in 9 settimane ignora la debolezza del prezzo
Slancio dei compratori su ETH
Lo Spot Taker CVD è tornato in territorio positivo negli ultimi 90 giorni, segnalando che gli acquirenti più aggressivi sul mercato hanno ripreso a prevalere sui venditori. Questo cambio di passo è coinciso con il ritorno di ETH in area 2.500 dollari.
Il segnale è rilevante perché un breakout supportato da un flusso costante di acquisti “taker” avrebbe un peso ben diverso rispetto a un semplice superamento momentaneo della resistenza. Un indebolimento della domanda, al contrario, minerebbe alla base lo scenario di rottura rialzista.
Il quadro di rischio al ribasso resta chiaro. Una discesa decisa al di sotto di circa 2.350 dollari indebolirebbe lo scenario di continuazione, riportando in primo piano il supporto compreso tra 2.220 e 2.270 dollari, mentre il grafico giornaliero individua sostegni più profondi nell’area 2.050–2.140 dollari, con le medie mobili in salita che scorrono al di sotto dei prezzi.
La volatilità recente resta ben presente. Dopo che il breakout di agosto si è trasformato in un range laterale durato diverse settimane, la volatilità innescata dai dati sull’inflazione (CPI) ha temporaneamente spinto ETH oltre la soglia dei 2.560 fino a circa 2.660 dollari, prima che il movimento fallisse e il prezzo tornasse a gravitare a ridosso della resistenza.
Prossimo articolo: Sam Altman esclude un’IPO OpenAI nel 2026 e punta il dito sul lavoro sulla sicurezza dell’AI

