Ethereum insidia Bitcoin mentre finisce la fase “facile” dell’AI, avverte un investitore di lungo corso

Treasury buybacks strengthen Geoff Kendrick’s case for a Bitcoin move toward $100,000 by year-end (Image: Shutterstock)
Treasury buybacks strengthen Geoff Kendrick’s case for a Bitcoin move toward $100,000 by year-end (Image: Shutterstock)

L’investitore di lungo corso Jordi Visser sostiene che la fase dei “soldi facili” sull’intelligenza artificiale stia volgendo al termine: l’esplosione degli investimenti sta comprimendo la generazione di cassa delle Big Tech e potrebbe aprire spazio a una rotazione verso le criptovalute guidata da Ethereum (ETH) a scapito di Bitcoin (BTC).

Punti chiave:

  • I maggiori spender dell’AI tra le Big Tech hanno registrato un brusco calo del free cash flow trimestrale, complice l’impennata dei costi per data center e infrastrutture di calcolo.
  • Visser si aspetta che gli investimenti in AI generino rendimenti “dignitosi”, ma non più i multipli di 7-8 volte che avevano acceso l’euforia nella fase iniziale del settore.
  • Le crypto potrebbero beneficiarne, ma regolamentazione e livello dei tassi restano vincoli cruciali.

L’allarme di Visser sull’AI

Alphabet ha comunicato un free cash flow negativo di 5,9 miliardi di dollari nel trimestre aprile–giugno, contro un dato positivo di 5,3 miliardi un anno prima, dopo che gli investimenti in conto capitale hanno superato la cassa generata dall’operatività. Un evento inedito per il colosso di Google.

Meta ha trattenuto appena 784 milioni di dollari di free cash flow, in forte calo rispetto agli 8,5 miliardi precedenti, mentre le spese in conto capitale sono balzate a 31,08 miliardi e i ricavi sono cresciuti del 28%. Oltre all’AI, hanno pesato voci straordinarie: contenziosi legali e costi di ristrutturazione per 3,58 miliardi, a conferma che il peggioramento non è imputabile solo all’intelligenza artificiale.

La pressione è stata diffusa. Microsoft è rimasta il generatore di cassa più robusto, con 19,6 miliardi di free cash flow e una crescita di Azure del 43%, ma anche il suo “cuscinetto” di liquidità si è ridotto del 23% rispetto all’anno precedente. «Il trade sull’AI è finito. La possibilità di moltiplicare il capitale per sette, otto volte lì è finita», ha affermato Visser in un podcast.

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Rotazione da Bitcoin a Ethereum

La distinzione è importante. Visser non sostiene che la crescita dell’AI sia esaurita, ma che l’era dei rendimenti stratosferici sia alle spalle. Ora si aspetta ritorni annuali più vicini al 30%, via via che la diffusione di modelli open source a basso costo eroderà i vantaggi competitivi e ridurrà la probabilità che un singolo player mantenga una leadership duratura.

Secondo Visser, i sistemi di AI autonomi avranno bisogno di infrastrutture di pagamento basate su blockchain. In questo scenario privilegia Ethereum, perché la sua rete genera ricavi da commissioni che assomigliano a un flusso di cassa. Bitcoin resta comunque parte integrante della tesi di rotazione, mentre l’iter del CLARITY Act potrebbe essere decisivo per capire la velocità con cui gli investitori istituzionali aumenteranno l’esposizione al settore.

Sullo sfondo, lo scenario macroeconomico resta poco accomodante. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi tra il 3,5% e il 3,75% con un voto di 9 a 3; subito dopo, il Dow Jones ha perso 1.153 punti e i rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza sono saliti.

Goldman Sachs ha avvertito che «nel brevissimo periodo le fonti di ‘spinta’ per i rialzi sono limitate», richiamando l’attenzione sull’elevata leva dei fondi hedge e sul calo dell’attività di trading retail.

Bitcoin ha recuperato dai minimi di fine giugno, ma quota ancora circa il 49% sotto il massimo storico toccato nell’ottobre 2025, segnale che la rotazione verso le crypto resta per ora una tesi d’investimento, non ancora un nuovo ciclo conclamato.

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Steven Zeiler

Steven Zeiler è Chief Evangelist presso Yellow, dove collabora con i builder per creare un'infrastruttura di trading in tempo reale e non-custodial utilizzando lo Yellow SDK. Programmatore, tecnologo e imprenditore, in precedenza ha lavorato per Ripple, dove ha contribuito a progettare prototipi di pagamenti interbancari peer-to-peer e alla decentralizzazione dell'XRP Ledger tramite software di tracciamento del consenso.

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