Ethereum (ETH) si sta profilando come il principale beneficiario del proposto U.S. Digital Asset Market CLARITY Act, che introduce un severo test di decentralizzazione che poche reti rivali riescono a superare.
ETH supera tutti e cinque i test CLARITY
La testata di analisi Ethereum Daily martedì ha sostenuto che la rete ha consolidato in silenzio un vantaggio strutturale che nessun’altra piattaforma di smart contract può eguagliare.
The CLARITY Act lays out five rules for deciding whether a token is truly independent of its founding team.
Ethereum soddisfa ognuno di questi criteri. La chain è completamente open‑source e permissionless, nessuna singola entità controlla il 49% o più dell’offerta, gli utenti non possono essere censurati e il protocollo funziona senza un operatore centrale.
Gli analisti affermano che Solana (SOL) è la più vicina a superare la soglia, sebbene la rete rimanga al limite su diverse metriche. Altre chain di primo piano, tra cui Sui, Avalanche, Hedera e Tron, non superano il test su punti legati al controllo degli insider, ai poteri di upgrade o alla concentrazione della proprietà dei token.
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Garlinghouse e JPMorgan sostengono l’approvazione
Le reti che non superano il test verrebbero relegate a una categoria inferiore, in cui ricavi effettivi e fondamentali pongono dei tetti al prezzo.
Ethereum, al contrario, ottenebbe la stessa categoria di “monetary premium” di Bitcoin (BTC), eliminando due dei principali argomenti ribassisti sull’asset.
L’amministratore delegato di Ripple, Brad Garlinghouse, ha stimato le probabilità di approvazione tra l’80% e il 90%. Gli analisti di JPMorgan hanno descritto un’approvazione a metà anno come un catalizzatore positivo, citando la maggiore chiarezza normativa, la scalabilità istituzionale e la crescita della tokenizzazione.
Una linea guida congiunta SEC e CFTC pubblicata nel marzo 2026 ha già classificato ETH come “digital commodity” al pari di Bitcoin. Il CLARITY Act codificherebbe tale classificazione nella legge, offrendo ai grandi allocatori la certezza legislativa che attendevano da anni.
I dati sui validatori confermano la leadership di Ethereum in termini di decentralizzazione. La rete conta circa 1,1 milioni di validatori attivi, mentre il set attivo di Solana è sceso a circa 795, rispetto a oltre 2.500 nel 2023.
Il prezzo di ETH ritraccia dal massimo storico
Ethereum viene scambiato intorno a 2.184 dollari, circa il 55% al di sotto del massimo storico di 4.946 dollari toccato il 24 agosto 2025. L’asset ha toccato un minimo vicino a 1.743 dollari a febbraio, per poi risalire in un range compreso tra 2.000 e 2.500 dollari.
Gli ETF spot su Ethereum hanno registrato afflussi netti cumulati per circa 11,6 miliardi di dollari all’inizio di aprile 2026. BlackRock ha lanciato ETHB, il primo grande ETF ETH con staking abilitato negli Stati Uniti, quotato al Nasdaq a marzo, distribuendo ai detentori un rendimento annuo netto compreso tra l’1,9% e il 2,2%.
Le vendite di ETH per milioni di dollari da parte di Vitalik Buterin all’inizio dell’anno, insieme ai timori di recessione, hanno alimentato il forte calo di inizio 2026 che ha cancellato più della metà della valutazione massima dell’asset. Da allora le previsioni si sono divise nettamente: Standard Chartered modella un prezzo di 7.500 dollari entro fine anno, mentre Citi mantiene una stima media più vicina a 3.175 dollari.
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