Il co-responsabile dei mercati di FalconX, Joshua Lim, afferma che i derivati su Bitcoin (BTC), e non i flussi on-chain, probabilmente segnaleranno per primi la tensione in caso di evento di calcolo quantistico.
Avvertimento di FalconX sul rischio quantistico
Lim ha esposto il suo ragionamento in un thread su X il 16 aprile, suddividendo il problema in due parti.
La prima questione è tecnica, cioè come Bitcoin possa migrare via dalla crittografia a curve ellittiche. La seconda è politica e riguarda ciò che la rete decide di fare con le monete dormienti di Satoshi Nakamoto.
Lim ha indicato la BIP 361 come una proposta che copre sia la migrazione post-quantistica sia le disponibilità dell’era Satoshi.
Ha stimato il tesoro di Satoshi in circa 1,1 milioni di BTC.
Altre monete vecchie o perse potrebbero spingere l’offerta esposta vicino a 1,7 milioni di BTC, una cifra che ha definito una “domanda da 127 miliardi di dollari”. Qualsiasi fork oggi, ha aggiunto Lim, colpirebbe un mercato da 1,5 trilioni di dollari avvolto in ETF, futures e opzioni, non l’asset retail da 45 miliardi di dollari dello split BTC-BCH del 2017.
Leggi anche: Why Is America's Next Fed Chair Being Forced To Sell All His Crypto Before Tuesday
Opinioni degli esperti sulla timeline del Q-Day
Altri analisti non sono affatto d’accordo sull’urgenza.
Il fisico premio Nobel John Martinis, che ha contribuito a costruire i computer quantistici di Google, ha affermato che una macchina crittograficamente rilevante è a circa cinque-dieci anni di distanza.
Bernstein ha scritto in una nota di aprile che la minaccia è credibile ma gestibile, concedendo al settore tre-cinque anni per adottare standard post-quantistici.
Ark Invest ha definito il rischio di lungo periodo, non imminente. Michael Saylor ha liquidato le paure quantistiche come “esagerate,” sostenendo che gli sviluppatori aggiorneranno il protocollo molto prima che arrivi un pericolo reale.
Da leggere dopo: Bitcoin Inflows To Binance Hit 2020 Lows, Signaling Tighter Supply Ahead






