L’uragano Genevieve ha raggiunto lunedì la Categoria 5 con venti fino a 260 km/h, ma nessun contratto su Polymarket o Kalshi prezza direttamente la tempesta.
Punti chiave:
- Genevieve è diventato un uragano di Categoria 5 lunedì mattina, primo ciclone nel Pacifico orientale a toccare questo livello da due anni.
- Polymarket non ha alcun mercato specifico su Genevieve; i suoi principali contratti sugli uragani puntano invece sulle probabilità di impatto negli Stati Uniti.
- La serie di contratti di Kalshi sul numero di tempeste è ancorata all’attività atlantica, quindi un sistema nel Pacifico non la influenza.
Genevieve raggiunge la forza di Categoria 5
Il National Hurricane Center ha alzato Genevieve a Categoria 5 lunedì mattina, il gradino più alto della scala Saffir-Simpson. I previsori avevano battezzato il sistema solo sabato notte, quando era ancora una tempesta tropicale a sud-ovest del Messico. I venti soffiavano a 190 km/h all’inizio di domenica e avevano già raggiunto i 225 km/h in serata, prima di un’ulteriore intensificazione notturna.
Da due anni nessun ciclone nel bacino del Pacifico orientale aveva raggiunto un’intensità così elevata. Né nell’Atlantico né nel Pacifico orientale, finora, si era visto un uragano “major”, soglia che l’agenzia fissa a 111 mph (circa 179 km/h).
Lunedì il centro di Genevieve si trovava a circa 530 miglia a sud-ovest di Manzanillo, in Messico, e procedeva verso ovest-nordovest a 14 mph su acque aperte. Le mareggiate stanno già raggiungendo il sud-ovest del Messico e la Baja California meridionale, dove i previsori segnalano onde pericolose e forti correnti di risacca. Acque più fredde dovrebbero iniziare a indebolire il sistema a metà settimana, anche se Genevieve potrebbe restare un “major hurricane” fino a mercoledì mattina.
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I contratti di Polymarket e Kalshi ignorano il Pacifico
Nessuno dei due exchange offre un mercato dedicato a Genevieve, e il vuoto è il risultato di come sono stati scritti, mesi fa, i contratti già in essere sugli uragani. Su Polymarket gli operatori prezzano invece un 28% di probabilità che un uragano di Categoria 4 tocchi terra negli Stati Uniti entro il 2027, su un volume di circa 334.000 dollari.
Il contratto sulla Categoria 5 in landfall negli USA scambia al 16%, con circa 138.000 dollari di controvalore trattato, mentre un mercato più ampio sui disastri naturali si attesta al 19%. Kalshi concentra la sua serie principale sul conteggio delle tempeste nell’Atlantico, dove i contratti vengono regolati sui dati ufficiali del National Hurricane Center a fine stagione. Quei mercati includono solo sistemi con venti sostenuti di almeno 39 mph (circa 63 km/h), e i trader stimano più di 12 tempeste atlantiche nominate al 38%, con oltre 16 al 27%.
Il Pacifico orientale corre, l’Atlantico resta indietro
Un uragano nel Pacifico, per quanto violento, non può determinare l’esito di questi contratti: così, la tempesta più potente dell’anno finora lascia i book a discutere di un oceano che non sfiorerà mai.
Nel Pacifico orientale, in media, il primo “major hurricane” della stagione si forma intorno al 15 luglio: Genevieve, quindi, è perfettamente in linea con le statistiche storiche. L’Atlantico, per contro, resta insolitamente tranquillo, senza cicloni tropicali sotto osservazione e con un outlook federale emesso a maggio che indicava un’attività inferiore alla norma. La sezione dedicata alla stagione degli uragani su Polymarket conta ora 105 mercati attivi e oltre 7,5 milioni di dollari di volume, quasi tutti concentrati su scenari atlantici e impatti sugli Stati Uniti.
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