Nvidia acquisisce la startup di chip Groq per circa 20 miliardi di dollari in un accordo di licenza che elimina un potenziale concorrente ed espande al contempo l’infrastruttura di intelligenza artificiale dell’azienda. L’operazione, strutturata per evitare un esame normativo approfondito, rappresenta l’accordo più grande di Nvidia e segue uno schema analogo stabilito tre mesi prima con Enfabrica.
Cosa è successo: acquisizione di asset
Nvidia sta acquisendo sostanzialmente tutti gli asset di Groq tranne il business di cloud computing, anche se le aziende descrivono l’intesa come un’«accordo di licenza non esclusivo».
Jonathan Ross, CEO di Groq, ex ingegnere di Google che ha contribuito allo sviluppo della Tensor Processing Unit del colosso della ricerca, si unirà a Nvidia insieme al presidente Sunny Madra e ad altri dirigenti senior.
L’accordo si è chiuso tre mesi dopo che Groq aveva raccolto 750 milioni di dollari a una valutazione di 6,9 miliardi di dollari da investitori tra cui BlackRock, Samsung, Cisco e 1789 Capital, dove Donald Trump Jr. è partner. La startup continuerà a operare in modo indipendente sotto la guida del CFO Simon Edwards, che ne diventerà il nuovo amministratore delegato.
L’operazione ricalca l’accordo concluso da Nvidia a settembre con Enfabrica, in cui l’azienda ha pagato oltre 900 milioni di dollari per assumere il CEO e i dipendenti della startup, ottenendo al contempo in licenza la sua tecnologia.
Entrambi gli accordi utilizzano strutture di licensing invece di acquisizioni complete, potenzialmente evitando il controllo antitrust che nel 2022 ha bloccato l’offerta da 40 miliardi di dollari di Nvidia per Arm Holdings.
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Perché è importante: dominio di mercato
La Language Processing Unit di Groq utilizza SRAM on‑chip invece della DRAM esterna, consentendo, secondo l’azienda, fino a 10 volte una migliore efficienza energetica. Questa architettura eccelle nell’inferenza in tempo reale ma limita la dimensione dei modelli.
L’operazione arriva dopo la recente presentazione da parte di Google della sua TPU di settima generazione, nome in codice Ironwood, e il rilascio di Gemini 3, addestrato interamente su TPU, che ha conquistato il vertice delle classifiche di benchmark. Nvidia ha risposto su X: «Siamo lieti del successo di Google… NVIDIA è una generazione avanti rispetto al settore: è l’unica piattaforma che esegue ogni modello di AI».
L’accordo rafforza le narrazioni che alimentano i progetti di calcolo AI decentralizzato come io.net, che si presentano come alternative alle infrastrutture centralizzate.
«Le persone possono mettere la propria offerta su una rete, che si tratti di data center o semplicemente di voi con il vostro laptop, contribuendo con la potenza GPU disponibile e venendo equamente compensati grazie alla tokenomics», ha dichiarato Jack Collier, chief growth officer di io.net, a BeInCrypto.
Tuttavia, l’acquisizione da parte di Nvidia della tecnologia a bassa latenza di Groq amplia il suo vantaggio tecnico, rendendo più difficile per le alternative raggiungere prestazioni competitive.
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