Le azioni Palantir hanno ceduto l’1,6% l’8 luglio, dopo indiscrezioni secondo cui l’ala democratica potrebbe intensificare il controllo sui contratti governativi del gruppo.
Punti chiave:
- Si interrompe un rally di sette sedute che aveva fatto guadagnare al titolo il 25%.
- Un’inchiesta del Financial Times segnala timori interni su possibili pressioni dei Democratici sui contratti pubblici.
- La società ha dichiarato a Barron’s che continuerà a collaborare con esponenti di entrambi gli schieramenti politici.
Andamento in Borsa
Palantir Technologies è scivolata dell’1,6% a 132,22 dollari mercoledì 8 luglio, interrompendo una striscia positiva di sette sedute che aveva portato il titolo a guadagnare il 25%.
La correzione è arrivata dopo un articolo del Financial Times, ripreso da Barron’s. L’analista Gil Luria di D.A. Davidson ha spiegato alla testata che l’inversione di rotta sembra legata ai timori che alcuni parlamentari democratici possano prendere di mira i contratti governativi di Palantir.
Prima del ritracciamento, il titolo era risalito dal minimo del 25 giugno a 107,27 dollari fino a oltre 134 dollari. Il recupero ha parzialmente rimesso in carreggiata un anno difficile, ma non ha cancellato la discesa di fondo: nel 2026 Palantir resta in calo del 27% ed è ancora il 37% sotto il massimo storico di chiusura di 207,18 dollari toccato a novembre 2025. Il mercato sta ancora testando quanto possano reggere le valutazioni dei software legati all’intelligenza artificiale dopo i forti rialzi dei mesi scorsi.
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Rischio contratti
Il nodo politico riguarda il ruolo di Palantir nelle commesse pubbliche: difesa, analisi dati e più in generale contratti con la Pubblica Amministrazione. Un’esposizione cruciale, perché Washington resta il perno del modello di business della società.
Palantir respinge l’idea di essere legata a una sola parte politica. «Da oltre vent’anni, e attraverso cinque diverse amministrazioni, Palantir è orgogliosa di lavorare con il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati per rafforzare la sicurezza nazionale e fornire servizi pubblici in modo efficace ed efficiente», ha dichiarato l’azienda a Barron’s.
La società ha aggiunto che continuerà «a collaborare con Democratici e Repubblicani allo stesso modo per sostenere tutti gli americani».
La pressione politica arriva in una fase in cui il quadro tecnico del titolo aveva iniziato a migliorare. Di recente Palantir ha annunciato una partnership con Nvidia per sviluppare modelli di AI sovrana destinati alle agenzie governative, mentre D.A. Davidson ha alzato la raccomandazione sul titolo a Buy.
Gli investitori devono quindi bilanciare due narrative contrapposte. Da un lato, Palantir beneficia di un nuovo slancio sull’AI e di un maggiore supporto da parte degli analisti; dall’altro, l’elevata dipendenza dai contratti con il governo statunitense si traduce in un potenziale rischio politico quando aumenta l’attenzione a Washington.
Il movimento del titolo s’inserisce in un quadro più ampio del 2026. Palantir ha rimbalzato dai minimi di fine giugno, ma resta ben al di sotto dei massimi del 2025: un segnale che un mini-rally non basta a chiudere il dibattito su valutazioni, tenuta dei contratti pubblici e reale solidità della domanda di soluzioni AI.
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