Payroll in rosso, ma per gli esperti la traiettoria di Bitcoin è tutt’altro che lineare

Bitcoin market chart reacts to weak July jobs data as traders weigh Fed rate risks, Treasury yields and liquidity conditions.
Weak July Jobs Report Lowers Fed Hike Risk, But Crypto Rally Still Faces Oil and Liquidity Tests (Image: Shutterstock)

Il rapporto sul mercato del lavoro statunitense di luglio ha indebolito in modo netto l’argomentazione per un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Ma, avvertono i principali strategist, dati occupazionali più morbidi non bastano a costruire un contesto “risk-on” limpido per Bitcoin (BTC) e gli altri asset speculativi: il rischio d’inflazione alimentato dal petrolio, i timori di recessione e il quadro della liquidità restano determinanti.

A sorpresa, l’economia USA ha perso posti di lavoro a luglio, come mostrano i numeri diffusi venerdì dal Bureau of Labor Statistics. I non-farm payrolls sono scesi di 23.000 unità, contro attese per un aumento compreso tra 80.000 e 85.000.

Il quadro è stato ulteriormente appesantito dalle revisioni al ribasso dei mesi precedenti. I posti di lavoro di giugno sono stati rivisti a +20.000 rispetto ai +57.000 iniziali, mentre maggio è stato corretto a +63.000 da +129.000. In totale, le revisioni hanno tagliato 103.000 posti rispetto alle stime originarie.

Il tasso di disoccupazione, tuttavia, è scivolato al 4,1% dal 4,2% di giugno, mentre le retribuzioni orarie medie sono salite appena dello 0,1%. Su base annua, la crescita salariale è rallentata al 3,2%, sotto il consenso al 3,5%. L’occupazione è calata in amministrazioni locali, istruzione e commercio al dettaglio, mentre la sanità ha continuato a rafforzarsi.

Il report rende meno probabile un rialzo dei tassi a settembre, ma non dissolve l’incertezza sulla traiettoria di politica monetaria. La Fed continua a pesare il raffreddamento del lavoro contro un quadro inflazionistico complicato dai prezzi dell’energia, dai rischi sulle rotte marittime e dalle tensioni geopolitiche.

Dati deboli sul lavoro non garantiscono sollievo immediato alle criptovalute

Per gli asset digitali, l’interrogativo di mercato è se il deludente numero sui payroll sia abbastanza debole da rafforzare le aspettative di tagli ai tassi, oppure “troppo” debole perché alimenta i timori sul ciclo.

Ryan Lee, chief analyst di Bitget Research, sottolinea come il dato apra due possibili letture per i mercati.

«Una pubblicazione sui payroll più debole delle attese introduce due scenari distinti», afferma Lee. «Una sorpresa moderatamente negativa può rafforzare l’idea che la Fed abbia più margine per allentare la politica monetaria, offrendo supporto agli asset rischiosi, incluse le crypto».

Un segnale molto peggiore, però, potrebbe innescare inizialmente la reazione opposta, con gli operatori che si rifugiano nei beni difensivi prima che l’ottimismo sui tagli ai tassi prenda il sopravvento.

«Un movimento rialzista duraturo verosimilmente arriverà solo dopo una fase di volatilità in grado di “pulire” le posizioni più fragili e continuerà comunque a dipendere dai successivi dati sull’inflazione, dalla comunicazione della Fed e dal quadro complessivo di liquidità», aggiunge Lee.

Il report sui payroll assume quindi un ruolo chiave non soltanto in vista della riunione di settembre, ma anche per il messaggio che la Fed porterà a Jackson Hole. Un mercato del lavoro meno tirato concede ai policymaker più spazio per una pausa, ma non implica automaticamente una svolta accomodante se il rischio inflazione resta irrisolto.

Warsh potrebbe ignorare un singolo dato debole

Questa lettura prudente è condivisa da Iggy Ioppe, chief investment officer di Theo ed ex responsabile di un desk proprietario long-short da oltre 1 miliardo di dollari in Credit Suisse.

Secondo Ioppe, il presidente della Fed Kevin Warsh difficilmente cambierà rotta sulla base di un solo report sull’occupazione mentre i mercati energetici restano instabili.

«Il punto centrale è che Warsh ha già dimostrato di non farsi condizionare da un singolo dato quando l’impennata del petrolio e i rischi sulle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso rendono il quadro inflazionistico estremamente confuso», spiega Ioppe.

A suo giudizio, le condizioni monetarie restano più espansive di quanto inflazione e mercato del lavoro avrebbero giustificato da tempo, il che significa che un numero debole sui posti di lavoro non colma automaticamente questo divario.

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Per i mercati, il risultato è un impianto misto. Bitcoin e gli altri asset rischiosi possono beneficiare dello status quo della Fed, ma gli stessi rischi geopolitici legati all’energia che inducono prudenza nei policymaker limitano anche il potenziale rialzista. Ioppe osserva che l’oro resta un hedge rilevante, mentre gli investitori si concentrano sul rendimento in attesa di un catalizzatore più chiaro.

Le condizioni di liquidità restano il vero banco di prova

Fabian Dori, chief investment officer di Sygnum Bank, sottolinea che la Fed ha ancora due filtri da applicare prima di considerare il report di luglio come un via libera all’allentamento.

Il primo è stabilire se la debolezza venga interpretata come reale flessione della domanda o se venga “guardata attraverso” alla luce delle persistenti preoccupazioni su credibilità anti-inflazionistica e rischi legati al petrolio. Il secondo è la qualità del rallentamento.

«Un rallentamento ordinato supporta la narrativa di sollievo sulla liquidità, mentre un dato abbastanza debole da riaccendere i timori sulla crescita può comunque pesare sugli asset rischiosi anche se le probabilità di rialzo si riducono», afferma Dori.

Per le crypto, la differenza cruciale è tra una semplice revisione delle attese sui tassi e un effettivo miglioramento delle condizioni di liquidità. In pratica, gli asset digitali continueranno a essere modellati da saldi di cassa del Tesoro USA, requisiti patrimoniali come l’enhanced supplementary leverage ratio, dinamica del credito privato e flussi sulle stablecoin, oltre che dalla politica Fed.

Le sue osservazioni toccano un tema più ampio per il mercato crypto: probabilità di rialzo minori possono sostenere il sentiment, ma storicamente Bitcoin ha bisogno di condizioni di funding più rilassate, flussi robusti o un ritorno deciso dell’appetito per il rischio per imbastire un vero trend rialzista.

Sarà il mercato delle opzioni a dire se i trader credono al rimbalzo

Il prossimo segnale chiave potrebbe arrivare dal mercato delle opzioni su Bitcoin.

Andrei Grachev, managing partner di DWF Labs, osserva che un report debole sui payroll riduce il caso per un ulteriore rialzo, ma il vero test è se gli operatori allenteranno o meno le coperture difensive.

«Un numero debole ridimensiona lo scenario di un altro rialzo, e il primo punto da osservare è se il premio per la protezione ribassista inizia a sgonfiarsi», spiega Grachev.

Secondo i suoi dati, le put in scadenza a fine agosto trattavano con un premio di circa il 50% superiore rispetto alle call con probabilità di payoff simile. Se, dopo il dato morbido sul lavoro, questo divario dovesse restringersi, significherebbe che la prudenza del mercato era principalmente legata ai tassi. Se invece il gap resterà ampio, i trader potrebbero stare coprendo rischi più ampi che un singolo segnale “colomba” non basta a dissipare.

«Le posizioni rialziste sull’area dei 70.000 dollari sono già state ricostruite, quindi il mercato è tecnicamente pronto per il movimento, senza però essere davvero convinto», aggiunge Grachev.

Il report sui payroll di luglio, in definitiva, offre agli asset rischiosi un varco, ma non un’autostrada. I dati indeboliscono la narrativa di un ulteriore rialzo dei tassi, ma allo stesso tempo alimentano interrogativi sulla crescita e lasciano la Fed a sorvegliare da vicino inflazione, prezzo del petrolio e condizioni di liquidità prima di cambiare davvero passo.

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Murtuza Merchant

Murtuza è un giornalista finanziario esperto con una vasta esperienza nella copertura di criptovalute e tecnologia blockchain. Informativa: Murtuza detiene ATOM, AKT, TIA, INJ e OSMO.

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