Gli esperti del settore affermano che le nuove linee guida congiunte della U.S. Securities and Exchange Commission e della Commodity Futures Trading Commission chiariscono finalmente quando i token crypto cessano di essere titoli, introducendo un quadro dinamico che potrebbe ampliare immediatamente la partecipazione istituzionale e costringere i progetti a rivedere il modo in cui strutturano le offerte di token.
L’interpretazione, released martedì, stabilisce come gli asset digitali possano entrare e uscire dalla classificazione come titoli a seconda della presenza di impegni gestionali continuativi, affrontando un’ambiguità di lunga data che ha plasmato il comportamento del mercato negli Stati Uniti.
Gli esperti affermano che il test dinamico ridefinisce la classificazione dei token
Le linee guida stabiliscono che un asset crypto non è intrinsecamente un titolo, ma può essere collegato a un “contratto di investimento” a seconda di come viene commercializzato e delle aspettative fissate dagli emittenti.
Fondamentalmente, i regolatori hanno anche chiarito che tale classificazione non è permanente.
Mari Tomunen, general counsel di DoubleZero, ha affermato che il quadro introduce un cambiamento fondamentale nel modo in cui l’analisi legale viene applicata agli asset digitali.
«Questa è la chiarezza che l’industria stava aspettando», ha detto, osservando che l’interpretazione definisce in termini concreti quando le promesse legate a un token creano un contratto di investimento e quando tale rapporto può terminare.
Tuttavia, ha sottolineato che il test non è statico. «Il test legale è dinamico. Il contratto di investimento può venir meno man mano che le tappe promesse vengono raggiunte, ma può anche riemergere se nuove promesse vengono introdotte in relazione a nuove vendite di un token esistente».
Questo standard in evoluzione potrebbe creare sfide operative e legali per gli emittenti di token, in particolare quando i token già emessi restano intercambiabili con quelli di nuova distribuzione collegati a impegni aggiornati.
L’accesso istituzionale è destinato ad ampliarsi dopo le designazioni come commodity
Oltre alla chiarezza legale, gli operatori di mercato affermano che il quadro potrebbe avere implicazioni commerciali immediate, in particolare per le grandi istituzioni finanziarie.
Avery Ching, co-fondatore e CEO di Aptos Labs, ha affermato che le linee guida congiunte risolvono una questione cruciale relativa all’attività sui mercati secondari.
«SEC e CFTC, parlando congiuntamente oggi, hanno fornito la chiarezza tanto necessaria con il loro comunicato interpretativo», ha detto, indicando la classificazione esplicita di diversi token principali, tra cui APT, insieme a Bitcoin (BTC) ed Ether (ETH), come commodity digitali piuttosto che titoli.
Ha aggiunto che le implicazioni per i servizi finanziari potrebbero essere rapide. «Per asset come APT che sono nominati esplicitamente come commodity digitali, la questione ora è risolta, e l’effetto a valle su ciò che banche, gestori patrimoniali e exchange possono offrire ai propri clienti sarà significativo e immediato».
La possibilità di trattare alcuni token come commodity piuttosto che come titoli dovrebbe ridurre le barriere di conformità, potenzialmente accelerando il lancio di prodotti crypto sulle piattaforme finanziarie tradizionali.
Il quadro congiunto segnala un cambiamento nell’approccio regolatorio degli Stati Uniti
Le linee guida introducono una tassonomia più ampia che copre commodity digitali, stablecoin, collezionabili, strumenti e titoli, affrontando anche il modo in cui attività come staking, mining, airdrop e wrapping di token sono trattate dalla legge federale.
I regolatori hanno affermato che la mossa è intesa a portare coerenza in un panorama normativo frammentato e ad allineare la supervisione tra SEC e CFTC.
I funzionari hanno anche presentato l’interpretazione come un ponte verso più ampi sforzi legislativi per stabilire una struttura completa per il mercato crypto.
L’approccio coordinato segna un notevole allontanamento da anni di incertezza normativa, con entrambe le agenzie che segnalano un impegno condiviso a creare confini più chiari per il settore.
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