Il Roadster volante di Tesla, nella versione Rocket, non è omologato per la circolazione su strada. Allo stesso tempo la Federal Aviation Administration (FAA) non lo considera un aeromobile, lasciando completamente incerta – almeno fino all’avvio della produzione nel 2028 – la questione su chi dovrà effettivamente supervisionarne la sicurezza.
Punti chiave:
- Tesla precisa che la versione Rocket, disponibile solo su invito, non è approvata per l’uso su strade pubbliche.
- La FAA sostiene che il veicolo non rientra nella sua definizione di aeromobile, mentre l’agenzia per la sicurezza stradale resta in osservazione.
- Alla domanda se l’auto sia omologata per la strada, Elon Musk ha risposto che «dipende dalla tua strada».
La supervisione sul Tesla Roadster
Tesla ha presentato il Roadster ridisegnato il 15 ottobre in un sito di prova di SpaceX a McGregor, in Texas, dove l’auto ha effettuato un salto acrobatico: un ribaltamento in aria, superando una fila di veicoli Tesla grazie a propulsori a gas freddo. Sul sito ufficiale, Tesla precisa che la versione Rocket monoposto, equipaggiata con 10 propulsori e riservata a una clientela selezionata su invito, «non è approvata per l’uso su strade pubbliche». Un alto funzionario del Dipartimento dei Trasporti USA ha ammesso che la questione su chi debba vigilare sul mezzo «non ha ancora una risposta chiara».
La FAA ha dichiarato che il veicolo non soddisfa i criteri per essere classificato come aeromobile, posizione che lascerebbe intendere che l’agenzia non sarebbe tenuta a certificarne l’aeronavigabilità. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), che permette alle case di certificare autonomamente i propri veicoli, ha ricordato che Tesla dovrà comunque rispettare gli standard federali di sicurezza e ha avvertito che «non esiterà ad agire per proteggere chi guida».
Alla domanda se l’auto sia omologata per la circolazione, Elon Musk ha risposto che «dipende dalla tua strada».
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La certificazione delle auto volanti
Musk non ha impostato la presentazione del Roadster sul tema della sicurezza, ammettendo davanti al pubblico che non si tratta di «un’auto necessariamente ottimizzata per la sicurezza». Lo stesso funzionario del Dipartimento dei Trasporti ha espresso dubbi sul fatto che il veicolo riuscirà davvero a decollare come promesso.
Rendere legale un’auto in grado di volare richiederebbe con ogni probabilità il coinvolgimento di due diversi regolatori: da un lato le case automobilistiche si autocertificano per gli standard di sicurezza stradale; dall’altro, ogni aeromobile necessita di un certificato di aeronavigabilità rilasciato dalla FAA. L’agenzia stima che certificare un nuovo tipo di velivolo possa richiedere da cinque a nove anni. Uno dei precedenti più vicini, Alef Aeronautics, nel 2023 ha ottenuto soltanto un certificato sperimentale per i test di volo.
Wall Street non intravede un grande potenziale economico nel progetto. Dan Ives di Yorkville Ives ha scritto che il Roadster volante «non sposterà l’ago di volumi e ricavi», sostenendo che il vero valore dell’operazione sta nel rilanciare l’immagine di Tesla in vista dei risultati del terzo trimestre attesi per il 21 ottobre.
Tesla aveva svelato per la prima volta la seconda generazione del Roadster nel novembre 2017, promettendo quattro posti, 620 miglia di autonomia e un lancio nel 2020, senza alcun riferimento alla capacità di volo.
L’anno successivo Musk ha iniziato a ipotizzare un pacchetto di propulsori SpaceX, mentre la data di debutto veniva continuamente rinviata. La nuova versione non offre più di due posti, promette oltre 300 miglia di autonomia e non entrerà in produzione prima del 2028.
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