Visa e Bridge, la piattaforma di infrastruttura per stablecoin di proprietà di Stripe, hanno annunciato piani per espandere la loro carta collegata a stablecoin sviluppata congiuntamente a più di 100 Paesi entro la fine del 2026, una mossa che trasformerebbe l’attuale offerta limitata, disponibile in soli 18 mercati, in un’opzione di pagamento quasi globale che copre Europa, Asia Pacifico, Africa e Medio Oriente.
Cosa è successo: espansione delle carte in stablecoin
Le due società hanno confermato il lancio in un annuncio ufficiale. La carta, presentata per la prima volta lo scorso anno, consente agli utenti di spendere i saldi in stablecoin detenuti in wallet cripto presso qualsiasi esercente che accetta Visa.
È attualmente operativa in 18 Paesi. Piattaforme cripto come Phantom e MetaMask utilizzano già le carte per permettere a milioni di clienti di effettuare acquisti quotidiani con stablecoin.
Visa sta anche valutando se supportare in futuro gli asset emessi da Bridge nelle transazioni, con un’analisi incentrata su come tali asset potrebbero integrarsi nella rete globale di regolamento dell’azienda.
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Perché è importante: le stablecoin diventano mainstream
L’espansione pianificata indica un cambiamento più ampio nel modo in cui il settore dei pagamenti tratta le stablecoin: meno come strumenti speculativi e più come strumenti funzionali per trasferire denaro. Passare da 18 a oltre 100 Paesi in circa un anno darebbe accesso alla spesa supportata da stablecoin ai consumatori in quattro continenti.
Il tempismo coincide anche con un rinnovato interesse aziendale nel settore. Rapporti recenti suggeriscono che Meta potrebbe rientrare nel mercato delle stablecoin, aggiungendo un’altra grande società tecnologica a uno spazio che Visa e Stripe stanno già contribuendo a sviluppare.
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