Warren Buffett ha denunciato pubblicamente che i mercati azionari di oggi sono guidati dalla voglia di scommettere più che dai fondamentali.
Nello stesso intervento, l’ultramiliardario ha rivelato di aver deciso in prima persona il maxi‑investimento di Berkshire Hathaway in Alphabet, la casa madre di Google: una scommessa diretta sulla prossima fase dell’intelligenza artificiale.
In un’intervista a CNBC pubblicata il 15 luglio, Buffett ha spiegato che «è difficile trovare valore quando tutti preferiscono giocare d’azzardo». Ha aggiunto che i colossi dell’AI stanno «giocando a un gioco che non vogliono giocare» pur di restare nella corsa all’AI, individuando però in Alphabet il probabile vincitore di lungo periodo.
Bloomberg ha confermato separatamente che Buffett si è preso il merito personale di aver avviato la posizione di Berkshire su Alphabet: un’ammissione rara per un investitore che di solito attribuisce i successi al lavoro di squadra.
La scommessa Alphabet e il messaggio al mercato dell’AI
La partecipazione di Buffett in Alphabet non è una copertura difensiva: è una tesi esplicita sulla futura egemonia nelle infrastrutture AI.
Alphabet controlla Google, che dispone della più vasta infrastruttura di calcolo AI accessibile pubblicamente al di fuori dei grandi operatori cloud puri. Buffett ha confessato a CNBC di rimpiangere di non essere entrato prima. Quel mea culpa ha mosso i mercati: il titolo Alphabet è salito dopo i suoi commenti e, secondo i dati Forbes del 16 luglio, il patrimonio netto di Larry Page ha superato i 300 miliardi di dollari.
Il segnale di fondo è evidente. Buffett per anni ha tenuto le tecnologie lontane dal suo “cerchio di competenza”. Il fatto che oggi scelga di concentrare l’esposizione AI di Berkshire su Alphabet, invece che su un paniere di produttori di hardware o di semiconduttori, è una scelta calcolata: sta puntando sul livello applicativo, non sui fornitori di “picconi e pale”.
Per i mercati crypto il parallelismo è immediato. Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) quest’anno si muovono come asset di rischio strettamente correlati al sentiment sull’AI. Quando i titoli legati al calcolo AI correggono, spesso anche le crypto soffrono. Quando Buffett legittima pubblicamente l’AI come tema investibile con orizzonte pluridecennale, il “pavimento” del sentiment per l’intero comparto si alza.
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L’allarme sul “gioco d’azzardo” e lo scomodo riflesso per le crypto
Le critiche di Buffett alla speculazione pesano ancora di più in una fase in cui i prediction market segnano volumi record e i meme coin generano miliardi di dollari di scambi giornalieri.
Le sue parole alla CNBC sono state secche: i mercati oggi assomigliano più a un casinò che a un meccanismo di allocazione del capitale. Non ha citato direttamente le criptovalute. Non ce n’era bisogno. La dichiarazione è arrivata nella stessa settimana in cui Kalshi ha superato quota tre milioni di utenti sospinta dalle scommesse sui Mondiali di calcio, mentre i trader prendevano posizioni a leva persino sulle canzoni scelte per l’intervallo di una partita.
La tensione che Buffett descrive è presente anche dentro al mondo crypto. I detentori di lungo periodo di BTC ed ETH sostengono che entrambi gli asset abbiano tesi di valore solide – offerta limitata, regolamento decentralizzato, moneta programmabile. Ma il comportamento di breve, dominato da derivati, meme token e mini‑bolle alimentate dal racconto dell’AI, somiglia molto di più al “gioco d’azzardo” che lui denuncia.
Le sue osservazioni sui costi dell’AI sono cruciali per l’incrocio tra crypto e intelligenza artificiale. Molti progetti di token AI giustificano le loro valutazioni citando l’enorme spesa in conto capitale degli hyperscaler come prova di una domanda inarrestabile. L’avvertimento di Buffett, secondo cui i giganti dell’AI sono trascinati in una guerra di capitali che li mette a disagio, va in direzione opposta: spendere tanto non garantisce ritorni. È la stessa aritmetica che governa ogni ciclo speculativo.
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Buffett sceglie Alphabet mentre la volatilità sull’AI aumenta
Il ritorno sulla scena mediatica di Buffett arriva in un momento di forte nervosismo sui mercati. A metà luglio il Dow Jones Industrial Average è finito sotto pressione tra prese di beneficio sui titoli dei chip AI e rialzo dei prezzi dell’energia, uno schema che Yellow ha già analizzato nei giorni scorsi nel quadro della narrativa di Bitcoin come “bene rifugio” messa alla prova.
Berkshire Hathaway stava già accumulando posizioni su Alphabet in modo silenzioso, prima che Buffett ne parlasse apertamente. La rivelazione è arrivata circa sei giorni prima di questo articolo, rendendola una delle dichiarazioni di singolo investitore più significative del mese.
Il tema del calcolo per l’AI domina il dibattito di mercato dalla fine del 2025. Anthropic punta ora a uno sbarco al Nasdaq già a ottobre 2026, con una valutazione stimata di 965 miliardi di dollari. AMD ha consegnato i primi rack Helios AI a Microsoft, Meta e OpenAI la scorsa settimana. In questo contesto, la decisione di Buffett di indicare Alphabet come campione dell’AI ha un peso specifico notevole: non sta replicando l’indice del settore, sta scegliendo un singolo titolo.
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Cosa aspettarsi adesso
Le parole di Buffett non chiudono il dibattito tra speculazione e valore. Semmai lo complicano.
Da un lato avverte che i mercati sono pericolosamente speculativi; dall’altro concentra l’esposizione AI di Berkshire su uno dei titoli large cap più cari al mondo. Una contraddizione da monitorare. Se Alphabet continuerà a sovraperformare, la sua tesi verrà rafforzata e la spinta sull’intero trade delle infrastrutture AI – incluse le reti crypto che vi si appoggiano – ne uscirà amplificata.
Se invece la corsa alla spesa sull’AI non si tradurrà in utili sostenibili, la correzione evocata nel suo paragone con il gioco d’azzardo potrebbe arrivare prima del previsto. E il primo a risentirne sarebbe proprio il mercato crypto, la forma di rischio con il beta più alto nell’universo finanziario globale.
Il prossimo snodo chiave sarà la prossima trimestrale di Alphabet. Dopo la presa di posizione pubblica di Buffett, quei numeri avranno un potenziale d’impatto sui mercati ben superiore al solito.
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