Una whale di Ethereum (ETH) ha spostato 10.300 token, per un controvalore di circa 19,5 milioni di dollari, fuori da Kraken in 24 ore, destinando poi parte di questa posizione allo staking.
Punti chiave:
- Un wallet monitorato ha ritirato da Kraken 10.300 ETH in due trasferimenti, mettendo poi in staking 2.020 token tramite il Beacon Deposit Contract.
- Ether è scambiato intorno a 1.899 dollari, ancora frenato dalla resistenza a 1.960,50 dollari.
- Gli analisti sono spaccati: c’è chi punta a 2.030 dollari in caso di breakout e chi prevede prima un affondo verso 1.715 dollari.
La whale Ethereum svuota la posizione su Kraken
Il wallet etichettato 0x8447 ha prelevato lunedì 5.300 ETH, pari a circa 9,98 milioni di dollari, dall’exchange, secondo i dati della società di analisi on-chain Arkham Intelligence. Un secondo trasferimento da 5.000 token, per circa 9,53 milioni di dollari, è arrivato entro la seduta successiva, proseguendo un pattern di prelievi che questo indirizzo porta avanti da settimane. In totale, le due mosse hanno sottratto all’order book di Kraken quasi 19,5 milioni di dollari in Ether.
Lo stesso indirizzo ha poi messo in staking 2.020 token, per circa 3,84 milioni di dollari, tramite l’Ethereum Beacon Deposit Contract, spingendo quell’ammontare fuori dalla portata dei venditori spot finché il validatore resterà attivo. I dati di Etherscan mostrano che il wallet aveva già ritirato circa 357 ETH dall’exchange il mese scorso, bloccandone in staking altri 224: un accumulo graduale che precede i flussi di questa settimana.
Da leggere anche: Lancio di iPhone Ultra a rischio per gravi carenze dopo ordine da 10 milioni di unità
Ted Pillows punta al breakout sopra 1.960 $
Ether ha recuperato terreno di quasi il 2% il 17 agosto, scambiando martedì intorno a 1.899 dollari, ma resta sotto il tetto dei 1.960,50 dollari che da fine luglio ha respinto ogni tentativo di rally. L’analista Ted Pillows ritiene intatto il trend rialzista e individua la zona di breakout tra 1.945 e 1.960 dollari. Una chiusura confermata al di sopra di questa fascia aprirebbe, secondo lui, la strada verso 2.030 dollari, un target appena sopra la media mobile a 200 giorni in discesa, attualmente in area 2.009 dollari.
Di segno opposto la lettura dell’analista Merlijn The Trader, che segnala agli operatori l’aspettativa di un affondo verso 1.715 dollari prima dell’avvio di una nuova fase espansiva, richiamando uno schema visto a giugno che aveva innescato un rimbalzo deciso.
Sul fronte dei derivati, il sentiment non replica la fiducia mostrata dal mercato spot. Il funding rate di Ethereum è rimasto positivo a 0,003827 ma è scivolato del 53,53% in un giorno, segnale che le posizioni long a leva si stanno assottigliando nonostante la tenuta dei prezzi. Il cumulative volume delta a 90 giorni continua comunque a indicare prevalenza di acquisti aggressivi.
Offerta di Ethereum e volatilità dei prezzi
Anche le tesorerie corporate stanno assorbendo offerta lungo la stessa direttrice. BitMine Immersion Technologies ha aggiunto 9.926 ETH la scorsa settimana, portando le proprie disponibilità oltre 5,8 milioni di token, pari a circa il 4,8% dell’offerta circolante, con quasi l’87% allocato in staking.
Dalla fine di luglio Ether oscilla in un range compreso tra 1.850 e 1.960 dollari, con un RSI giornaliero a 53,96, livello ben distante dalla zona di ipercomprato. Il token ha toccato un minimo in area 1.530 dollari a giugno, per poi costruire una sequenza di minimi crescenti più volte difesa dai compratori. Rimane comunque circa il 45% sotto il massimo del 2026, motivo per cui ogni avvicinamento a 1.960 dollari viene letto dal mercato come un test cruciale sulla tenuta del recupero partito a giugno.
Prossimo articolo: I rialzisti su XRP puntano 2,16 miliardi sulla ripresa mentre la domanda istituzionale resta debole





