XRP (XRP) è scivolata di quasi il 10% a 1,30 dollari nelle prime ore di mercoledì, dopo che il Senato USA non è riuscito a far avanzare il Clarity Act, trascinando Bitcoin (BTC) verso quota 76.000 dollari.
Punti chiave:
- Il voto procedurale in Senato si è fermato a 49-50, ben sotto i 60 consensi necessari per far avanzare il disegno di legge sulla struttura dei mercati crypto.
- XRP ha guidato i ribassi tra i principali token, mentre le azioni Coinbase e Circle hanno perso circa il 9%.
- I sostenitori sono divisi: per alcuni il provvedimento è morto, per altri può tornare al voto.
XRP guida le vendite
XRP è crollata di quasi il 10% fino a 1,30 dollari nelle contrattazioni del mattino asiatico, registrando la performance peggiore tra i token a maggiore capitalizzazione. Ether (ETH) ha ceduto quasi il 5% a circa 2.410 dollari, Solana (SOL) è scesa del 5% poco sopra i 97 dollari e Dogecoin (DOGE) ha perso a sua volta quasi il 5%. Bitcoin ha lasciato sul terreno quasi il 3%, arretrando di poco sopra i 76.000 dollari.
Le vendite sono seguite al voto di “cloture” di martedì, chiusosi 49 a 50, che non ha raggiunto la soglia dei 60 voti richiesta per portare in discussione il disegno di legge sulla struttura dei mercati crypto, dopo mesi di trattative su regole etiche e incentivi legati alle stablecoin.
Tutti i democratici presenti si sono espressi contro la mozione, affiancati dai senatori repubblicani Susan Collins, Josh Hawley, Jerry Moran e Thom Tillis, che ha votato no per motivi procedurali così da poter presentare una mozione di riesame.
I titoli legati alle criptovalute hanno accusato colpi più pesanti rispetto ai token. Le azioni Coinbase sono scese di quasi il 9% e Circle ha perso oltre il 9%, mentre Galaxy Digital ha ceduto l’8% e Gemini il 7%. Bullish e Riot Platforms hanno lasciato sul terreno circa il 5%, mentre Robinhood, MARA Holdings e Core Scientific sono arretrate fra il 3% e il 4%.
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Le reazioni di Garlinghouse e Lummis
L’amministratore delegato di Ripple, Brad Garlinghouse, ha commentato che «questa fa male» e ha promesso di analizzare più a fondo le ragioni del fallimento dell’iniziativa.
La senatrice Cynthia Lummis, repubblicana del Wyoming e principale sponsor del disegno di legge in Congresso, ha poi dichiarato il provvedimento praticamente morto, dopo aver affermato in giornata: «È finita».
Non tutti però ritengono chiusa la partita. Il CEO del Crypto Council for Innovation, Ji Hun Kim, ha definito l’esito deludente, ma ha sottolineato che la mozione di Tillis consente un nuovo voto di cloture entro due giorni. In un post su X, Tillis ha ribadito che il testo non è affatto archiviato e ha attribuito alla Casa Bianca il merito di aver favorito progressi bipartisan significativi.
La senatrice Elissa Slotkin, democratica del Michigan, ha scritto che le disposizioni etiche del disegno di legge sono troppo deboli, sostenendo che il presidente Donald Trump, i suoi figli e i membri del suo gabinetto starebbero guadagnando miliardi di dollari in crypto. Ha inoltre affermato che la Commodity Futures Trading Commission non dispone del personale necessario per attuare la legge e ha avvertito di lacune nella prevenzione di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Il sell-off interrompe una fase positiva iniziata a fine estate per il token. In agosto XRP è salita del 28,5%, registrando il miglior mese di agosto dal 2021 e rompendo una tradizione in cui aveva chiuso in calo in sei degli ultimi nove anni. Nel mese, i fondi spot su XRP quotati negli Stati Uniti hanno raccolto 153,55 milioni di dollari, sebbene solo 3,27 milioni siano affluiti tra il 3 e il 14 agosto.
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