Morgan Stanley ha comunicato un’esposizione a XRP (XRP) tramite tre ETF, mentre il token fatica a difendere l’area di 1 dollaro dopo aver perso oltre il 10% nella settimana e quasi il 70% dall’inizio del 2026.
Punti chiave:
- Le comunicazioni di fine secondo trimestre mostrano un’esposizione di Morgan Stanley tramite tre fondi legati a XRP.
- Anche altri gestori hanno riportato partecipazioni in ETF su XRP nonostante il forte calo del token nel 2026.
- Un Taker Buy/Sell Ratio a 0,86 e un open interest sui futures elevato segnalano un rischio di ribasso ancora significativo.
Le posizioni sugli ETF XRP
Il Form 13F del secondo trimestre 2026 di Morgan Stanley ha evidenziato posizioni in tre ETF collegati a XRP: 6.715 quote del fondo di Franklin, 255 quote dell’ETF di REX-Osprey e 67 quote dell’ETF di Bitwise. Una posizione più consistente emerge in Armada Acquisition Corp II, la SPAC partner di Evernorth Holdings, partecipata da Ripple.
Altri operatori istituzionali hanno segnalato esposizioni più rilevanti a prodotti su XRP. Wolverine Asset Management deteneva 199.912 quote del Bitwise XRP ETF, mentre Gallacher Capital Management riportava 86.744 quote del fondo di Canary e Main Street Group 5.261 quote dello stesso prodotto.
Moisand Fitzgerald Tamayo risultava titolare di 964 quote dell’ETF XRP di Franklin, mentre National Bank of Canada ha dichiarato 3.848 quote del fondo XRP di Bitwise.
Nel complesso, la documentazione regolamentare indica che diverse istituzioni mantengono un’esposizione a prodotti negoziati in borsa legati a XRP, pur a fronte di un deterioramento marcato della performance di mercato del token.
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Le prospettive XRP secondo ChartNerd
Il quadro di mercato resta poco favorevole. Il Taker Buy/Sell Ratio di XRP è sceso intorno a 0,86, il minimo da maggio, e rimane sotto 1 per gran parte delle ultime settimane, segnalando una pressione di vendita prevalente sui derivati.
L’open interest sui futures è pari a 435,1 milioni di unità, sopra la media a 30 giorni di 403,6 milioni. Un punteggio Z di +1,20σ rafforza la lettura secondo cui “la leva resta accumulata”, rendendo XRP vulnerabile a una potenziale cascata di liquidazioni in caso di ulteriori ribassi.
ChartNerd individua in 1,24 dollari il livello chiave che XRP deve riconquistare per migliorare la propria struttura tecnica. In assenza di un recupero sopra tale soglia, l’analista segnala l’area 0,90–0,70 dollari come possibile zona di accumulo, con l’attesa di un nuovo test della media mobile esponenziale a 40 periodi su base trimestrale per costruire un supporto più robusto.
Il setup richiama schemi già messi in luce da ChartNerd nel 2023 e nel 2024, quando analoghi ritest della 40 EMA trimestrale avevano preceduto strutture di prezzo più stabili e una migliore tenuta dei supporti. L’attuale fase di debolezza arriva tuttavia dopo un drawdown prossimo al 70% nel 2026, con il token ancora in difficoltà a generare domanda sostenuta in area 1 dollaro.
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