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Dagli altcoin al petrolio: perché i trader si stanno rivolgendo alle crypto durante la guerra

Dagli altcoin al petrolio: perché i trader si stanno rivolgendo alle crypto durante la guerra

I mercati crypto stanno assumendo sempre più il ruolo di sede principale per la negoziazione di asset macro globali durante periodi di tensione geopolitica, poiché i trader si rivolgono a piattaforme basate su blockchain per coprirsi dall’esposizione al petrolio e ai metalli preziosi quando i mercati tradizionali sono chiusi.

Un’analisi della banca di asset digitali Sygnum mette in evidenza come il recente conflitto in Medio Oriente abbia accelerato questo cambiamento, con i volumi di trading on-chain in materie prime come petrolio e oro in forte aumento in risposta agli sviluppi in tempo reale.

Il report segnala un modello in crescita in cui l’infrastruttura crypto non si limita a reagire alle condizioni macro, ma facilita attivamente la scoperta dei prezzi durante i periodi in cui i sistemi finanziari tradizionali sono offline.

Impennata del trading on-chain di petrolio mentre i mercati chiudono

Il cambiamento è diventato evidente durante le recenti escalation che coinvolgono l’Iran, quando i prezzi del petrolio sono schizzati verso l’alto a causa delle preoccupazioni sull’offerta legate alle interruzioni nello Stretto di Hormuz.

Mentre i mercati tradizionali delle materie prime operano in orari fissi, gran parte dell’attività geopolitica si è svolta al di fuori di tali finestre.

Di conseguenza, i trader si sono rivolti sempre più ai mercati perpetui su blockchain per gestire il rischio in tempo reale.

Secondo l’analisi di Sygnum, i volumi di trading on-chain sul petrolio hanno raggiunto quasi 2,3 miliardi di dollari in 24 ore nel picco di attività, superando brevemente i volumi registrati nei mercati dei derivati su Ethereum (ETH).

Anche l’attività di trading nel fine settimana si è espansa in modo significativo, con volumi quasi nove volte superiori rispetto all’inizio dell’anno.

Questi flussi suggeriscono che le piattaforme crypto stanno diventando una sede predefinita per l’accesso continuo ai mercati globali, in particolare durante periodi di forte incertezza.

Rotazione dagli altcoin agli asset del mondo reale

L’aumento del trading legato alle materie prime arriva mentre i mercati degli altcoin continuano a sottoperformare, con molti token in forte calo rispetto ai massimi precedenti.

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Questo ha spinto una rotazione tra i trader nativi crypto verso strumenti collegati ad asset del mondo reale come petrolio, oro e indici azionari.

Le piattaforme che offrono mercati perpetui permissionless hanno registrato un cambiamento nella composizione del trading, con le materie prime che ora rappresentano la maggior parte dell’attività. I contratti su petrolio e metalli preziosi costituiscono una quota significativa dei volumi, superando l’esposizione agli indici azionari nelle ultime settimane.

La possibilità di negoziare questi asset utilizzando stablecoin come garanzia, combinata con l’accesso ininterrotto al mercato, ha reso le sedi basate su blockchain particolarmente attraenti durante fasi di forte volatilità geopolitica.

La finanza tradizionale si sposta on-chain

Allo stesso tempo, le istituzioni finanziarie tradizionali stanno iniziando a integrare capacità simili.

I recenti sviluppi normativi negli Stati Uniti hanno aperto la strada a versioni tokenizzate delle azioni che possono essere negoziate insieme ai titoli tradizionali, con il regolamento gestito tramite infrastruttura blockchain.

Le principali borse e operatori finanziari stanno inoltre esplorando partnership per ampliare a livello globale l’accesso ai titoli tokenizzati, riflettendo una tendenza più ampia verso la fusione tra strutture di mercato tradizionali e digitali.

Tuttavia, una piena partecipazione istituzionale resta subordinata alla chiarezza normativa, in particolare per quanto riguarda i diritti di proprietà e i quadri giuridici transfrontalieri.

Un cambiamento strutturale nell’infrastruttura di mercato

L’analisi di Sygnum suggerisce che la convergenza tra crypto e finanza tradizionale non è più teorica.

Al contrario, è guidata da una domanda pratica di negoziazione continua e regolamento più rapido, soprattutto in contesti in cui il rischio geopolitico evolve rapidamente.

Le materie prime come petrolio e oro, che affrontano meno vincoli normativi rispetto alle azioni, sono emerse come prime beneficiarie di questo cambiamento.

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