Ether (ETH) è scivolato nell’area dei 2.360 dollari domenica, mettendo alla prova un supporto tecnico chiave dopo il calo dal massimo del 5 ottobre a 2.726 dollari, in un contesto di continui deflussi dagli ETF spot quotati negli Stati Uniti.
Punti chiave:
- Ether è sceso intorno a 2.360 dollari domenica, dai 2.726 dollari toccati il 5 ottobre.
- Gli ETF spot su Ether negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti per 954,8 milioni di dollari tra l’1 e il 16 ottobre.
- Un close giornaliero sotto i 2.360 dollari potrebbe aprire la strada verso area 2.200 dollari, secondo gli analisti.
Quadro tecnico del prezzo di Ethereum
Ether trattava intorno a 2.364 dollari nel pomeriggio di domenica, in calo di circa l’1,6% nelle 24 ore, mentre la seconda criptovaluta per capitalizzazione si muoveva in una fascia di domanda compresa tra 2.360 e 2.440 dollari. I grafici giornalieri indicano che quest’area coincide con la parte bassa di un ampio canale rialzista, ma la sequenza di massimi decrescenti segnala che i venditori mantengono il controllo. Il token aveva toccato un picco vicino ai 2.726 dollari il 5 ottobre.
I flussi sui prodotti d’investimento non offrono per ora un sostegno significativo.
Gli investitori hanno ritirato complessivamente 954,8 milioni di dollari netti dagli ETF spot su Ether statunitensi tra l’1 e il 16 ottobre, con una sola giornata positiva: il 13 ottobre, quando si è registrato un afflusso di 24,8 milioni. Lo iShares Ethereum Trust di BlackRock ha assorbito l’intero deflusso di 69,7 milioni del 16 ottobre e ha contribuito per 223,9 milioni ai 259,5 milioni usciti complessivamente nelle ultime tre sedute del periodo. Il patrimonio netto degli ETF su Ether è così sceso a 14,95 miliardi di dollari.
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Target degli analisti su Ether
I tecnici sottolineano che i compratori devono riconquistare i 2.440 dollari e superare poi la fascia di resistenza tra 2.500 e 2.560 dollari prima che un rimbalzo verso l’area 2.670–2.740 appaia credibile. Una chiusura giornaliera sotto 2.360 dollari indebolirebbe questa struttura, aumentando le probabilità di una correzione verso 2.200 dollari, dove i dati sulle liquidazioni indicano un’area densa di potenziali stop dei posizionamenti long.
L’analista Alejandro Arrieche adotta una lettura più costruttiva nel suo outlook del 16 ottobre, definendo i 2.400 dollari un supporto strategico e ipotizzando un possibile ritorno di Ether in area 2.800 dollari se dovesse rafforzarsi la pressione in acquisto. Secondo Arrieche, una rottura decisa sopra 2.600 dollari confermerebbe l’avvio di una fase di recupero. L’investitore macro Jordi Visser ha evidenziato in un podcast questo mese come Ether, insieme a Bitcoin (BTC), si sia dimostrato uno degli asset relativamente più resilienti all’interno del mercato cripto.
Le oscillazioni di ottobre
Sul fronte fondamentale, gli sviluppatori stanno preparando il rollout dell’upgrade Glamsterdam di Ethereum su una seconda testnet entro fine mese, dopo il debutto del 6 ottobre. L’aggiornamento punta ad aumentare la capacità dei blocchi verso un gas limit di 200 milioni, anche se gli analisti ricordano che un maggiore throughput non si traduce automaticamente in prezzi più elevati.
L’ultimo movimento ribassista chiude un mese volatile per Ether: il token è sceso fino a circa 2.313 dollari il 15 ottobre per poi chiudere vicino a 2.439 dollari, ed è tornato a indebolirsi intorno a 2.391 dollari il giorno successivo. Da allora i compratori hanno difeso più volte l’area dei 2.360 dollari, ma ogni tentativo di rimbalzo ha perso slancio rapidamente. In base ai dati aggiornati al 17 ottobre, Ether segna un calo del 18,4% da inizio anno, nonostante un progresso del 29,3% negli ultimi 90 giorni.
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