Interactive Brokers consente ora ai clienti idonei di mettere in staking Ethereum (ETH) attraverso l’infrastruttura di Zerohash, rendendo Ether l’unica, tra le 20 criptovalute negoziabili in piattaforma, disponibile per lo staking.
Punti chiave:
- I clienti idonei di Interactive Brokers LLC possono mettere in staking Ether tramite un nuovo pannello nel Client Portal del broker.
- Le ricompense arrivano come ETH aggiuntivo in staking e possono capitalizzare finché la posizione resta vincolata.
- L’AD Milan Galik ha paragonato lo staking allo Stock Yield Enhancement Program già offerto sulle azioni.
Come funziona lo staking di Ethereum
Il broker con sede a Greenwich, Connecticut, ha annunciato il nuovo servizio martedì, spiegando che i clienti idonei della controllata Interactive Brokers LLC possono mettere in staking Ether tramite un nuovo Staking Dashboard nel Client Portal. Da lì è possibile inviare richieste di staking e di “unstake” e monitorare le operazioni in sospeso. Zerohash, che realizza infrastrutture per criptovalute, stablecoin e tokenizzazione per broker, banche e piattaforme fintech, fornisce il servizio di staking sottostante.
Le ricompense, quando maturano, vengono erogate come ETH aggiuntivo in staking, invece che in contanti, e possono così beneficiare dell’interesse composto finché la posizione resta vincolata. Al momento, lo staking riguarda esclusivamente Ether.
Secondo le indicazioni disponibili, i clienti trattengono almeno il 70% delle ricompense, senza importo minimo di partecipazione.
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Le motivazioni di Milan Galik
Milan Galik, amministratore delegato del broker, presenta lo staking come la versione in chiave crypto di uno strumento di reddito già offerto sul fronte azionario. «Analogamente al nostro Stock Yield Enhancement Program, che permette ai clienti di ottenere un reddito aggiuntivo dalle azioni che possiedono, lo staking offre l’opportunità di guadagnare ricompense sulle criptovalute in portafoglio», ha spiegato. «Vogliamo che i clienti estraggano più valore dagli asset che detengono», ha aggiunto.
Il lancio porta lo staking all’interno dello stesso conto con cui i clienti negoziano già azioni, opzioni, future e obbligazioni, e da cui possono finanziare il conto con stablecoin e trasferire criptovalute verso wallet esterni. Le ricompense non sono garantite, e chi mette in staking continua a esporsi al rischio di prezzo di Ether.
L’espansione crypto di IBKR
Almeno un concorrente di Wall Street sta guardando alla stessa area di business. Morgan Stanley avrebbe richiesto una licenza nazionale di trust bank che le consentirebbe di custodire asset digitali per i clienti e offrire loro servizi di staking e trading. Interactive Brokers, nel frattempo, è attesa alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre il 15 ottobre, due giorni dopo l’avvio operativo dello staking.
Il broker è entrato nel trading di criptovalute nel 2021 tramite Paxos, partendo da Bitcoin (BTC), Ether, Litecoin (LTC) e Bitcoin Cash (BCH), per poi ampliare l’offerta all’inizio del 2025. A gennaio ha introdotto la possibilità di finanziare i conti 24 ore su 24 con USDC (USDC) e a marzo ha aperto il trading crypto anche ai retail idonei nello Spazio Economico Europeo.
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