Un amministratore nominato dal tribunale che sovrintende allo smantellamento di Terraform Labs (LUNC) ha avviato un’azione legale contro la società di trading quantitativo Jane Street, accusando l’azienda di aver sfruttato informazioni riservate per effettuare operazioni redditizie negli ultimi giorni dell’ecosistema Terra.
Il reclamo, presentato presso un tribunale federale di Manhattan, sostiene che l’azienda e diversi suoi dirigenti abbiano utilizzato comunicazioni private con il personale di Terraform per anticipare eventi in grado di muovere il mercato ed eseguire operazioni prima che tali sviluppi diventassero pubblici.
Todd Snyder, che gestisce la liquidazione dell’azienda fallita, chiede un risarcimento economico a Jane Street, al cofondatore Robert Granieri e ai trader Bryce Pratt e Michael Huang.
Presunte comunicazioni riservate e operazioni sul pool di Curve
Secondo l’atto, Jane Street aveva instaurato rapporti di trading diretti con Terraform anni prima del collasso, ma ha intensificato l’attività solo all’inizio del 2022.
La causa afferma che Pratt, che in precedenza aveva lavorato presso Terraform, si sia rimesso in contatto con ex colleghi e abbia creato canali informali attraverso i quali venivano condivisi aggiornamenti interni.
Uno di questi gruppi di messaggistica, descritto nel reclamo come un canale per informazioni non pubbliche, avrebbe permesso alla società di trading di monitorare sviluppi sensibili all’interno dell’azienda cripto.
L’amministratore sostiene che questo accesso abbia dato a Jane Street un vantaggio informativo nei giorni cruciali del maggio 2022, quando TerraUSD ha iniziato a perdere l’aggancio al dollaro.
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Il documento richiama l’attenzione su un ampio prelievo della stablecoin dal pool di liquidità di Curve che non era ancora stato reso noto al mercato nel suo complesso.
Nel giro di pochi minuti da quella transazione, un wallet collegato da alcuni analisti a Jane Street avrebbe effettuato una mossa simile, una sequenza che la causa descrive come prova di una conoscenza anticipata.
Il crollo da 40 miliardi di Terra e il crescente contenzioso legale
La stablecoin algoritmica di Terraform è crollata pochi giorni dopo, cancellando circa 40 miliardi di dollari di valore e innescando una reazione a catena in tutto il settore degli asset digitali.
Le ripercussioni si sono propagate tra prestatori, hedge fund e exchange, contribuendo a una crisi di mercato più ampia che è culminata nel fallimento di FTX.
Centinaia di migliaia di investitori sono stati colpiti in tutto il mondo.
Terraform ha chiesto la protezione fallimentare all’inizio del 2024, e in seguito è stato istituito un trust per recuperare fondi a favore dei creditori.
Il fondatore Do Kwon sta attualmente scontando una pena detentiva dopo aver ammesso reati legati al progetto.
Snyder ha dichiarato che il caso mira a perseguire coloro che potrebbero aver beneficiato di un accesso privilegiato durante uno degli episodi più dannosi nella storia delle criptovalute.
Jane Street ha respinto le accuse, sostenendo che le perdite legate a Terra e Luna derivino da illeciti interni a Terraform stessa e affermando che contesterà le rivendicazioni.
La nuova causa fa seguito a un’azione separata intentata dallo stesso amministratore contro Jump Trading, accusata di aver concluso accordi non divulgati per sostenere TerraUSD prima del crollo e di essere uscita dall’episodio con guadagni sostanziali.
Il reclamo evidenzia anche comunicazioni avvenute nei giorni successivi all’inizio della perdita dell’aggancio, sostenendo che Jane Street abbia continuato a fare trading attingendo a informazioni ottenute tramite la propria rete di contatti nel settore.
Jane Street è da tempo una presenza di primo piano nei mercati degli asset digitali ed è nota per aver impiegato, nelle prime fasi delle loro carriere, ex dirigenti di FTX e di Alameda Research.
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