Canary Capital ha presentato alla U.S. Securities and Exchange Commission una proposta per lanciare un exchange-traded fund legato al prezzo spot del meme coin PEPE (PEPE), segnando un ulteriore tentativo di ampliare i prodotti di investimento in criptovalute oltre i principali asset digitali.
Secondo un documento depositato mercoledì, la società ha presentato una richiesta tramite registrazione S-1 per introdurre il fondo, che replicherebbe direttamente il prezzo di mercato di PEPE. La mossa arriva mentre i gestori patrimoniali continuano a esplorare nuove strutture di ETF dopo l’approvazione e il lancio dei fondi spot su Bitcoin ed Ethereum.
Il deposito si aggiunge alla più ampia spinta di Canary Capital verso prodotti cripto di nicchia.
La società ha in precedenza cercato l’approvazione per ETF collegati ad altri memecoin, tra cui MOG e Pengu (PENGU), segnalando una strategia focalizzata sul raggiungimento dei segmenti del mercato degli asset digitali guidati dal retail.
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L’espansione degli ETF va oltre le principali criptovalute
L’ultima proposta riflette una tendenza più ampia degli emittenti a testare i limiti normativi degli ETF cripto, approfittando di un approccio più accomodante da parte dei regolatori statunitensi.
L’adozione istituzionale è accelerata dall’introduzione degli ETF spot su Bitcoin, con grandi società finanziarie che sono entrate nel settore. Lo stesso giorno del deposito, Morgan Stanley ha lanciato il proprio ETF spot su Bitcoin, affiancandosi a offerte già affermate come il fondo di BlackRock.
PEPE presentato come asset speculativo senza utilità
Nella sua istanza, Canary Capital ha descritto PEPE come un meme coin lanciato nell’aprile 2023, con un’offerta circolante superiore a 420 trilioni di token. Il documento ha inoltre sottolineato che il token non ha un caso d’uso funzionale definito.
Nonostante ciò, PEPE ha attirato una forte attenzione di mercato, raggiungendo una capitalizzazione di circa 1,5 miliardi di dollari. Al momento di riferimento del documento, il token veniva scambiato intorno a 0,0000036 dollari.
La proposta evidenzia come la domanda di veicoli di investimento legati alle criptovalute si stia espandendo oltre gli asset consolidati, mentre restano aperti gli interrogativi sul trattamento normativo dei token più speculativi.
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