Un voto di governance su Polkadot (DOT) obbligherebbe i validator a bloccare 10.000 dei propri token, spostando tutto il rischio di slashing lontano dagli staker ordinari.
Punti chiave:
- Il Referendum 1890 richiede che ogni validator di Polkadot depositi un self-stake di 10.000 DOT entro il 31 maggio.
- Una volta approvato, i nominatori diventano non soggetti a slashing e il periodo di unbonding si riduce da 28 giorni a 24-48 ore.
- Il cambiamento apre la strada a una più ampia revisione dello staking, con nuove ricompense per i validator in arrivo entro metà giugno.
I validator di Polkadot affrontano la regola del self-stake
Polkadot si sta muovendo per rimuovere i due maggiori ostacoli allo staking, e il cambiamento passa attraverso un singolo voto on-chain.
Il Referendum 1890 requires che ogni validator blocchi almeno 10.000 DOT di fondi propri come self-stake. La proposta è un prerequisito obbligatorio per la prossima fase della revisione del meccanismo di staking della rete.
OpenGov, il sistema di governance di Polkadot, attualmente shows un supporto del 100%, con entrata in vigore prevista per il 31 maggio. I validator che non riusciranno a depositare il bond rischiano di essere “chilled”, ovvero esclusi dal set attivo.
Oggi molti operatori fanno forte affidamento sul capitale delegato dai nominatori. La nuova regola sposta il rischio economico direttamente sui validator stessi.
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Perché il cambiamento nello staking di DOT è importante
Una volta approvato il referendum, i nominatori diventano non soggetti a slashing e il periodo di unbonding scende da 28 giorni a circa 24-48 ore.
Il team di Polkadot ha definito il ragionamento alla base del cambiamento «semplice». I validator si assumono direttamente il rischio di slashing tramite il loro ampio self-bond, mentre i nominatori continuano a guadagnare ricompense senza mettere a rischio il loro capitale.
La revisione va oltre un singolo aggiustamento. Entro metà giugno, la rete prevede di add ricompense per i validator in DOT sbloccati legati al loro self-stake, e tali ricompense in seguito avranno un periodo di vesting di un anno.
Uscite più rapide potrebbero riportare quei detentori che evitavano lo staking perché i fondi rimanevano bloccati per quasi un mese. Nel frattempo, il modello a commissione è destinato a essere eliminato man mano che perde la sua funzione.
La revisione dello staking di Polkadot nel 2026
Il voto si inserisce in una più ampia riscrittura dell’economia di Polkadot che si è sviluppata nel corso di quest’anno.
Un aggiornamento del runtime di marzo ha introdotto la soglia di self-stake soggetta a slashing di 10.000 DOT e una commissione minima del 10% per i validator. Lo stesso intervento ha ridotto l’emissione annuale di DOT del 53,6% e ha fissato il limite dell’offerta totale a 2,1 miliardi di token, segnando una delle revisioni economiche più significative della rete fino ad oggi.
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