Evernorth Holdings ha rinviato di quattro giorni, al 12 ottobre, il previsto debutto al Nasdaq, citando un ritardo di natura amministrativa, mentre si prepara a quotarsi con un tesoro di circa 473 milioni di XRP (XRP).
Punti chiave:
- Evernorth prevede ora di chiudere la fusione con Armada Acquisition Corp. II intorno al 9 ottobre, con l’avvio degli scambi di XRPN intorno al 12 ottobre.
- La società imputa lo slittamento a un ritardo amministrativo e afferma di non attendersi impatti sulla chiusura dell’operazione.
- XRP mercoledì scambiava intorno a 1,47 $, ben al di sotto dei 2,54 $ pagati in media da Evernorth per una parte delle sue posizioni.
Ritardo per Evernorth al Nasdaq
La società di tesoreria specializzata in XRP ha comunicato la modifica del calendario in un documento depositato il 6 ottobre presso la U.S. Securities and Exchange Commission, firmato dal fondatore e CEO Asheesh Birla.
Evernorth si attende ora che la fusione con la SPAC Armada Acquisition Corp. II si chiuda intorno al 9 ottobre, con l’avvio delle negoziazioni delle azioni XRPN intorno al 12 ottobre. Il piano precedente, annunciato il 1° ottobre, prevedeva la chiusura il 7 ottobre e il debutto l’8 ottobre.
Nel filing lo slittamento viene descritto semplicemente come «un ritardo amministrativo che non dovrebbe incidere sulla chiusura», una formulazione che la società ha ripreso anche in un post sui social. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle cause del ritardo.
Gli azionisti di Armada II hanno approvato la business combination il 30 settembre, con circa 20,5 milioni di azioni a favore e circa 1,4 milioni contrarie. Evernorth ha dichiarato il giorno successivo che al closing prevede di detenere circa 473 milioni di XRP, posizione che, secondo la società, la renderebbe la più grande quotata focalizzata esclusivamente sul token. L’operazione dovrebbe inoltre portare in cassa circa 300 milioni di dollari lordi prima dei costi, con investitori tra cui Ripple, SBI Group, Pantera Capital, Kraken, GSR e Arrington Capital.
Pressioni sul prezzo di XRP
Il rinvio arriva mentre XRP quota ben al di sotto dei livelli pagati da Evernorth per parte delle sue riserve. Il token è scivolato di circa il 2,6% nelle 24 ore, attestandosi mercoledì intorno a 1,47 $, complice un’ondata di vendite generalizzata sul mercato crypto che ha innescato liquidazioni di posizioni a leva.
L’analista crypto Sam Daodu ha stimato il 1° ottobre che 84,4 milioni di XRP acquistati nel novembre 2025 a un prezzo medio di 2,54 $ incorporassero una perdita latente di circa 88 milioni di dollari, con XRP allora a 1,49 $.
Daodu ha inoltre sottolineato che Evernorth non si è impegnata ad acquistare ulteriori token dopo la quotazione e dovrà competere con gli ETF spot su XRP, che non comportano leva finanziaria né debito societario.
Le nuove date restano obiettivi indicativi e non impegni vincolanti: Evernorth precisa che il timing dipende dal soddisfacimento delle consuete condizioni di closing e dai requisiti di ammissione al listino Nasdaq. Anche la prevista emissione di note convertibili per 30 milioni di dollari, con cedola del 4% e scadenza 2031, è condizionata al perfezionamento della fusione.
Il calendario dell’operazione aveva già subito slittamenti. Quando Evernorth è partita nell’ottobre 2025, con l’accordo con Armada II già firmato, la chiusura era inizialmente attesa per il primo trimestre 2026. La società ha invece depositato il prospetto solo a marzo; la SEC lo ha dichiarato efficace il 27 agosto e gli azionisti hanno votato circa cinque settimane dopo.
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