Strategy è tornata sul lato degli acquirenti, rilevando la scorsa settimana 4.603 Bitcoin (BTC) per 369,7 milioni di dollari, ponendo fine a una pausa di due mesi e portando il tesoro di Michael Saylor a 845.050 BTC.
Punti chiave:
- Strategy ha pagato in media 80.318 dollari per Bitcoin per il lotto acquistato tra il 24 e il 30 agosto.
- La vendita di azioni ha raccolto 602,8 milioni di dollari; la parte restante è stata destinata a riacquisti di azioni privilegiate, dividendi e cassa.
- Bitmine ha aggiunto 53.501 Ether nella stessa settimana, portando a 65 il numero di settimane consecutive di acquisti.
Dettagli sull’ultima operazione Bitcoin di Strategy
L’operazione è stata comunicata in un Form 8-K depositato lunedì presso la Securities and Exchange Commission statunitense, che indica un prezzo medio di 80.318 dollari per Bitcoin, per acquisti effettuati tra il 24 e il 30 agosto. La documentazione mostra che la posizione complessiva è costata 63,73 miliardi di dollari, pari a un prezzo medio di 75.412 dollari per moneta. La dotazione equivale ora a oltre il 4% dei 21 milioni di Bitcoin che esisteranno in totale.
Strategy ha finanziato l’operazione collocando 4.531.421 azioni di Classe A tramite il suo programma “at-the-market”, incassando al netto 602,8 milioni di dollari, poi suddivisi in quattro destinazioni.
Circa 151,8 milioni di dollari sono stati destinati al riacquisto di 1.557.177 azioni privilegiate STRC, 50,7 milioni hanno coperto i dividendi su quella serie e 30 milioni hanno incrementato la posizione di cassa, che a fine settimana è salita a 1,61 miliardi di dollari.
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Il segnale di Saylor e gli acquisti di Ether di Bitmine
Saylor ha pubblicato su X il messaggio “We’re Back” il giorno prima del deposito alla SEC, un teaser che ha diviso gli osservatori sul reale significato. L’amministratore delegato Phong Le aveva già dichiarato ad agosto che gli acquisti sarebbero ripartiti prima della fine del 2026, respingendo le ipotesi di un arretramento strutturale dalla strategia Bitcoin.
Il timing non è secondario: durante l’estate la società ha infatti venduto parte delle proprie riserve, invece di incrementarle.
Il Bitcoin scambia sopra i 78.000 dollari, lasciando Strategy con circa 2,34 miliardi di dollari di plusvalenze latenti rispetto al costo medio di carico, pari a un guadagno teorico di circa il 3,6% su una posizione costruita nell’arco di cinque anni. La leva netta è sostanzialmente pari a zero.
Bitmine Immersion Technologies ha tratto conclusioni opposte dallo stesso contesto di mercato, aggiungendo 53.501 Ether (ETH) la scorsa settimana e prolungando a 65 il numero di settimane consecutive di acquisti. Il gruppo presieduto da Tom Lee detiene ora 5.901.112 token, pari a circa il 4,9% dell’offerta circolante, a fronte di un obiettivo dichiarato del 5% di tutto l’Ether. I tracker stimano ancora perdite latenti nell’ordine di 5,1 miliardi di dollari.
Mettere in prospettiva le vendite estive di Strategy
Strategy ha infranto una disciplina di quattro anni di “buy-only” a fine maggio, quando ha ceduto 32 Bitcoin per finanziare i dividendi sulle azioni privilegiate, e da lì le dismissioni si sono progressivamente ampliate. La vendita di 3.588 BTC per circa 216 milioni di dollari a inizio luglio è stata la più consistente nella storia della società.
Tra maggio e agosto ha venduto complessivamente 6.948 Bitcoin a un prezzo medio vicino a 62.250 dollari, per poi ricomprarne a un livello superiore di circa il 29%. Il risultato è un tesoro oggi più leggero di 2.345 Bitcoin rispetto all’inizio del ciclo di vendite. Nel frattempo la mNAV è scesa sotto 1,0, segnalando che il mercato valutava Strategy a sconto rispetto al valore del Bitcoin detenuto in bilancio. Quel disaggio non si è ancora completamente riassorbito nelle quotazioni.
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