Gli ETF spot su Bitcoin (BTC) quotati negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti per 216,7 milioni di dollari il 31 agosto, cancellando in una sola seduta i deflussi che avevano interrotto una striscia positiva durata nove giorni.
Punti chiave:
- Gli ETF spot su Bitcoin negli USA hanno segnato afflussi netti per 216,7 milioni di dollari il 31 agosto, prima giornata positiva dopo una singola seduta di deflussi.
- L’iShares Bitcoin Trust di BlackRock ha totalizzato 205,9 milioni di dollari, con contributi più contenuti da Fidelity, Bitwise e Grayscale.
- Nonostante il rally di agosto, nel 2026 la categoria mostra ancora deflussi netti da inizio anno.
Rimbalzo dei flussi sugli ETF Bitcoin dopo la seduta di deflussi
I dati sui flussi pubblicati il 1° settembre indicano che il comparto degli ETF spot su Bitcoin statunitensi ha assorbito 216,7 milioni di dollari nella seduta precedente. L’iShares Bitcoin Trust di BlackRock ha contribuito per 205,9 milioni, equivalenti a circa 2.600 BTC aggiuntivi in portafoglio. Nella settimana precedente gli stessi prodotti avevano già attratto circa 924 milioni di dollari, secondo le stime elaborate a partire dalle comunicazioni degli emittenti.
Il fondo Wise Origin di Fidelity ha raccolto 6,9 milioni di dollari e il BITB di Bitwise ha aggiunto 4,3 milioni, mentre il Bitcoin Mini Trust di Grayscale ha visto afflussi per 9,4 milioni. VanEck HODL ha fatto eccezione, registrando movimenti in controtendenza. Diversi ETF minori, tra cui quelli di Invesco, Franklin Templeton e WisdomTree, sono invece rimasti fermi nel corso della seduta. I flussi netti cumulati dalla nascita della categoria, a gennaio 2024, sfiorano ora i 54,85 miliardi di dollari, un ammontare che ridimensiona il peso di qualsiasi singola giornata.
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Gli ETF ridisegnano la struttura del mercato
I flussi contano perché gli emittenti devono acquistare Bitcoin spot per coprire le nuove quote emesse, collegando in modo diretto la domanda dei fondi alla pressione di acquisto sul sottostante. Nelle sedute più attive gli ETF possono assorbire multipli della nuova offerta generata quotidianamente dai miner.
Questo meccanismo spiega perché i trader seguano il dato giornaliero sui flussi con molta più attenzione rispetto alla gran parte degli indicatori tradizionali di sentiment. La seduta del 28 agosto, chiusa con deflussi per 201,9 milioni di dollari, aveva alimentato il timore che l’ondata di acquisti di agosto fosse giunta al capolinea. È durata appena un giorno.
Bitcoin ha aperto il 1° settembre a 78.559 dollari prima di scivolare sotto quota 78.000 a metà mattinata a New York, restituendo parte dei guadagni della vigilia. Le aspettative sui tassi giocano contro l’asset: i future prezzano ora una probabilità del 66,4% di un rialzo di un quarto di punto da parte della Federal Reserve entro fine mese, in netto cambio di scenario rispetto a una settimana fa, quando il mercato scommetteva sulla pausa. Gli analisti tecnici collocano la prossima fascia di resistenza rilevante tra 80.000 e 82.000 dollari.
Flussi sugli ETF Bitcoin estremi nel corso del 2026
Il rimbalzo arriva dopo la fase più difficile nella breve storia di questi prodotti. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi per circa 2,43 miliardi di dollari a maggio, cui si sono aggiunti ulteriori 4,5 miliardi circa a giugno, il peggior mese di sempre per il comparto. Le quotazioni sono scese ai minimi dalla fine del 2024 prima che la pressione in vendita iniziasse ad allentarsi.
Citigroup ha quindi azzerato la propria stima di afflussi netti a 12 mesi, tagliandola dai precedenti 10 miliardi di dollari.
Agosto ha poi messo a segno il miglior mese di afflussi del 2026, spingendo Bitcoin dalla fascia dei 60.000 dollari a oltre 80.000, con un guadagno vicino al 25%. Nonostante ciò, la categoria resta in territorio di deflusso netto da inizio anno. È rispetto a questo divario che verrà misurato il mese di settembre.
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