Gli ETF spot su Bitcoin (BTC) quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per circa 910 milioni di dollari in due settimane, con i dati su un’inflazione più sostenuta e un rapido storno sotto quota 80.000 dollari che hanno frenato la domanda.
Punti chiave:
- Gli ETF spot su Bitcoin hanno chiuso la settimana con deflussi netti per 228,6 milioni di dollari, dopo i 681,1 milioni usciti nella settimana precedente.
- Un dato d’inflazione annua al 3,7% ha coinciso con la peggiore seduta della settimana e con lo scivolone del prezzo sotto 80.000 dollari.
- I fondi sono in calo di circa 615 milioni di dollari a ottobre, ma mantengono ancora circa 57 miliardi di dollari di raccolta netta dal lancio.
Deflussi dagli ETF su Bitcoin
Stando ai dati di SoSoValue, nei cinque giorni di borsa terminati il 16 ottobre gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 228,6 milioni di dollari, dopo il drenaggio di 681,1 milioni della settimana precedente. Venerdì, seconda peggior seduta del periodo, l’iShares Bitcoin Trust di BlackRock ha contribuito per 71,8 milioni di dollari su un totale di 82,4 milioni di uscite, mentre il fondo di Fidelity ha coperto i restanti 10,6 milioni.
In tre delle cinque sedute, i riscatti hanno superato le sottoscrizioni. Ai 65,4 milioni di dollari di deflussi di lunedì ha fatto seguito un robusto afflusso di 175,6 milioni martedì, ma il rimbalzo è durato poco. Mercoledì i riscatti sono balzati a circa 261 milioni di dollari, proprio nel giorno in cui i dati hanno mostrato prezzi al consumo di settembre in crescita del 3,7% su base annua, oltre il 3,6% atteso; giovedì sono rientrati appena 5,1 milioni.
Giovedì Bitcoin è brevemente scivolato sotto 80.000 dollari, toccando un minimo in area 79.800 dollari, mentre nell’arco di 24 ore sono state liquidate posizioni a leva su criptovalute per quasi 950 milioni di dollari, circa il 90% delle quali rialziste, secondo CoinGlass. I fondi spot su Ethereum (ETH) hanno fatto ancora peggio, con deflussi nell’ordine dei 320 milioni di dollari nella stessa settimana, in gran parte dal trust su Ethereum di BlackRock, prolungando a tre settimane la serie negativa.
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Il costo medio d’ingresso su BTC
Il calo ha spinto il prezzo di Bitcoin al di sotto del costo medio stimato degli investitori negli ETF, attorno a 82.300 dollari, secondo l’analista di Nexo Iliya Kalchev. La società di analisi Glassnode colloca quella soglia più vicino a 81.500 dollari. Domenica Bitcoin scambiava in area 81.200 dollari, quindi sotto entrambe le stime.
In media, gli investitori nei fondi si trovano ora in perdita latente.
A settembre la Federal Reserve ha alzato il corridoio dei Fed funds al 3,75%-4% e un dato d’inflazione “caldo” aumenta le probabilità di un nuovo rialzo. Tassi più elevati spingono i rendimenti dei Treasury verso un quasi “risk-free” al 5%, un concorrente impegnativo per Bitcoin, rafforzano il dollaro e rendono più caro il credito per chi opera con leva. Nonostante ciò, i volumi settimanali sugli ETF hanno superato i 7,5 miliardi di dollari, segnale che gli investitori restano attivi pur riducendo l’esposizione, e il totale degli asset in gestione si mantiene intorno a 104,3 miliardi di dollari.
Montagne russe nei flussi ETF
Gli ETF su Bitcoin avevano inaugurato ottobre con afflussi per circa 293 milioni di dollari, ma a questo punto il saldo mensile è negativo per circa 615 milioni, un’inversione netta rispetto ai 3,5 miliardi raccolti in agosto e ai 2,6 miliardi di settembre.
Anche così, la correzione, intensificatasi con un’uscita da 484,9 milioni di dollari il 7 ottobre – la peggior seduta da giugno – resta contenuta se confrontata con i circa 57 miliardi di dollari di afflussi netti dalla partenza del prodotto a gennaio 2024.
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