Ethereum (ETH) è tornato in area 2,39 mila dollari dopo un rapido balzo fino a circa 2,55 mila dollari, riportando in primo piano i livelli tecnici di supporto mentre il breakout più ampio affronta il suo primo vero banco di prova.
Punti chiave
- Ethereum ha invertito la rotta dopo aver testato la fascia di resistenza 2,44–2,51 mila dollari e una breve estensione oltre 2,52 mila.
- L’area 2,07–2,21 mila dollari unisce un supporto grafico rilevante a diversi livelli di ritracciamento di Fibonacci.
- La liquidità di liquidazione sopra 2,2 mila dollari potrebbe attirare le quotazioni più in basso prima di un nuovo tentativo sui massimi recenti.
Le resistenze su Ethereum
Ethereum ha rotto una trendline discendente che aveva imbrigliato i prezzi per mesi, dopo una fase di consolidamento nella “decision zone” 1,83–1,97 mila dollari. Il rally ha in seguito superato il “breaker block” 2,07–2,15 mila, estendendosi fino all’ampia area di resistenza 2,44–2,51 mila dollari.
I venditori sono tornati in controllo dopo il fugace superamento di quella barriera, riportando il token verso 2,39 mila dollari. Un recupero stabile sopra 2,44–2,51 mila rafforzerebbe lo scenario rialzista, mettendo sotto pressione i massimi recenti; un’ulteriore respinta in quell’area, invece, manterrebbe viva la fase correttiva.
Il grafico giornaliero individua in 2,07–2,15 mila dollari la principale zona di supporto in caso di approfondimento delle vendite. La tenuta di questo corridoio preserverebbe l’impianto di breakout di medio periodo, pur in presenza di volatilità di breve; una rottura decisa, al contrario, indebolirebbe il quadro tecnico spostando il focus su ritracciamenti più bassi.
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Le prospettive secondo Shayan Markets
Shayan Markets, l’analista autore del report, richiama l’attenzione anche sui livelli di Fibonacci sul grafico a quattro ore come bussola per un’eventuale correzione più profonda. Il ritracciamento 0,5 si colloca in area 2,21 mila dollari, mentre il livello 0,618 a 2,13 mila e lo 0,702 in prossimità di 2,07 mila rafforzano la stessa fascia di supporto.
Anche il posizionamento sui derivati offre motivi per monitorare la parte bassa del range. La “liquidation heatmap” su base settimanale segnala infatti una concentrazione di liquidità immediatamente sopra i 2,2 mila dollari: un’area che potrebbe attirare i prezzi in caso di prosecuzione del pullback, allineandoli con il ritracciamento di Fibonacci 0,5.
Una rottura netta sotto i 2,07 mila dollari aprirebbe la strada verso il ritracciamento 0,786 attorno a 2,01 mila, secondo l’analisi. Ethereum è salito da circa 1,87 mila a quasi 2,55 mila dollari nell’arco di poche sedute, dopo una precedente congestione tra 1,83 e 1,97 mila: la correzione in corso rappresenta quindi, allo stato attuale, un test di un breakout rapidissimo più che un’inversione ribassista conclamata.
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