Hyperliquid ha conquistato quasi il 6% del mercato globale dei perpetual futures nel marzo 2025, elaborando quasi 200 miliardi di dollari di volume mensile e erodendo costantemente il dominio che gli exchange centralizzati hanno mantenuto sul trading di derivati crypto.
Crescita del volume dei perps su Hyperliquid
Gli exchange centralizzati gestiscono ancora la grande maggioranza dell’attività sui perpetual futures, con oltre 3.000 miliardi di dollari di volume mensile. Ma la quota di Hyperliquid è salita da circa il 3,5% di un anno fa a poco meno del 6% a marzo.
Il cambiamento è notevole perché si è verificato anche mentre i volumi complessivi degli exchange sono scesi dal picco di agosto 2025.
Questo andamento suggerisce che la piattaforma stia conquistando una reale quota di mercato, non stia semplicemente beneficiando di una marea crescente.
Rivali on-chain come dYdX e GMX non hanno tenuto il passo. Nessuno dei due ha eguagliato la traiettoria di Hyperliquid in termini di crescita dei volumi o di espansione dei prodotti, lasciandole il ruolo di principale venue decentralizzata per i perps.
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Espansione verso asset non-crypto
La piattaforma offre ora trading 24/7 su materie prime come il petrolio, e il volume non-crypto rappresenta una quota crescente dell’attività complessiva. Questa disponibilità crea un vantaggio pratico rispetto alle sedi tradizionali.
Una società di trading che attende l’apertura del CME la domenica sera si assume il rischio di gap del weekend che una venue operativa 24 ore su 24 elimina. Se le piattaforme decentralizzate continueranno a scalare la liquidità e ad ampliare la copertura degli asset, il mercato indirizzabile si estenderà al universo multi-trilionario dei derivati tradizionali, dove ritardi nel settlement e orari di mercato limitati restano debolezze strutturali.
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