Michael Saylor ha speso questa settimana la liquidità della sua azienda per riacquistare il proprio debito invece di comprare altra criptovaluta, riacquistando circa 1,5 miliardi di dollari in obbligazioni convertibili con uno sconto.
Punti chiave:
- La Strategy di Michael Saylor ha riacquistato questa settimana circa 1,5 miliardi di dollari delle sue obbligazioni convertibili invece di comprare Bitcoin.
- Saylor ha confermato la pausa su X il 24 maggio, con il riacquisto che riguarda note a tasso 0% in scadenza nel 2029.
- La mossa segnala un passaggio dall’accumulo puro verso una gestione attiva del debito, intensificando il dibattito sulla sostenibilità dei modelli di tesoreria Bitcoin a leva.
Strategy compra obbligazioni e salta il Bitcoin
La pausa segna la prima volta in anni che Strategy si allontana dalla sua aggressiva accumulazione di Bitcoin (BTC), secondo i documenti depositati e i post del presidente esecutivo della società.
Saylor ha confermato il cambiamento su X il 24 maggio, scrivendo che la società «ha comprato obbligazioni, non bitcoin» e che il suo «BitVac si sta ricaricando».
Ha presentato la decisione come temporanea, una ricarica del motore di finanziamento prima del prossimo ciclo di acquisti.
Le obbligazioni sono note convertibili senior a tasso 0% in scadenza nel 2029. Strategy ha reso noto l’intento di ritirare circa 1,5 miliardi di dollari di valore nominale per circa 1,38 miliardi di dollari in contanti, bloccando così uno sconto di circa 120 milioni di dollari.
I documenti societari indicano che il riacquisto potrebbe essere finanziato tramite riserve esistenti, vendite azionarie “at-the-market” o potenziali vendite di Bitcoin, anche se le comunicazioni non mostrano vendite collegate all’operazione. Al 24 maggio, Strategy detiene 843.738 BTC per un valore di circa 64,45 miliardi di dollari.
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Scontro tra Saylor e Schiff sul rischio
Gli analisti che seguono la società hanno in gran parte interpretato la mossa come disciplina finanziaria piuttosto che come un indebolimento della convinzione in Bitcoin.
Ritirare debito convertibile con sconto riduce la futura diluizione degli azionisti, un problema cresciuto man mano che Strategy emetteva ripetutamente titoli per finanziare gli acquisti di crypto.
Riduce inoltre le passività in vista della scadenza delle note e libera spazio in bilancio.
Non tutti concordano sulla solidità dei numeri.
Critici come Peter Schiff sostengono che il modello della società dipenda da prezzi in crescita continua, e il sostenitore dell’oro ha messo in discussione la leva incorporata nei nuovi strumenti di finanziamento.
Il contrasto è rilevante perché Strategy è ora al centro di un più ampio dibattito sulle tesorerie aziendali in Bitcoin e sulla capacità delle loro strutture basate sul debito di resistere a un prolungato mercato ribassista.
Perché la pausa indica un cambiamento
Saylor ha passato l’ultimo mese a preparare i mercati proprio a questo tipo di flessibilità. In una recente intervista, ha affermato che non è «improbabile» che Strategy possa vendere parte dei suoi Bitcoin prima della fine del 2026, e ha sostenuto che modelli rigidi basati solo su azioni, credito o Bitcoin hanno reso meno di un approccio più adattivo al capitale. La mossa di questa settimana, che segue l’acquisto di BTC più lento dell’anno, appare meno come una ritirata e più come un test dei limiti di tale flessibilità.
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