Il progetto di infrastruttura crypto Yellow, che sta costruendo una rete decentralizzata di compensazione e regolamento per il trading di asset digitali, ha annunciato venerdì di aver rimborsato oltre 8 milioni di dollari ai primi investitori, in una mossa che segna una rottura con il modello di finanziamento guidato dal venture capital che ha dominato l’industria degli asset digitali.
La decision, resa pubblica dal co-fondatore Alexis Sirkia, ha comportato la restituzione della maggior parte del capitale VC esterno, mantenendo solo un piccolo gruppo di investitori ritenuti allineati con lo sviluppo a lungo termine del progetto.
I rimborsi coprono quasi il 100% della raccolta iniziale, lasciando una quota minima di token nelle mani delle società di venture capital esterne.
La mossa arriva mentre cresce l’attenzione sul ruolo del venture capital negli ecosistemi di token, in particolare per quanto riguarda le preoccupazioni su incentivi non allineati tra i primi investitori e le comunità più ampie.
Il fondatore cita la non corrispondenza con gli incentivi del venture capital
Sirkia ha affermato che la decisione è stata guidata dalla necessità di proteggere la visione di lungo periodo del progetto e mantenere l’allineamento con la propria base di utenti.
“Il capitale ha sempre un costo, tipicamente a spese delle relazioni con la comunità dei detentori di token. Ci rifiutiamo di permettere che ciò accada in Yellow”, ha dichiarato in un comunicato pubblico.
Ha aggiunto che molti partecipanti venture non erano allineati con gli obiettivi di lungo termine del progetto, indicando pratiche di settore come vendite anticipate e strategie di copertura che possono esercitare pressione al ribasso sui prezzi dei token ed erodere la fiducia degli utenti.
La ristrutturazione lascia solo una piccola porzione di token detenuta da investitori esterni, mentre la maggioranza è ora legata alla comunità del progetto, al team e ai partecipanti dell’ecosistema.
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Spostamento verso un modello di proprietà comunitaria
Yellow ha dichiarato che la decisione mira a garantire che la proprietà e gli incentivi all’interno della rete siano concentrati tra costruttori e utenti piuttosto che tra finanziatori.
Il progetto, che ha attirato oltre 500 sviluppatori che costruiscono sulla sua infrastruttura open source, si sta posizionando attorno a un modello in cui partecipazione e contributo giocano un ruolo maggiore nella distribuzione del valore.
Riducendo la dipendenza dal venture capital, Yellow sta cercando di affrontare una critica ricorrente nei mercati crypto, dove gli investitori in fase iniziale spesso detengono significative allocazioni di token che possono essere successivamente vendute sulla liquidità pubblica.
Solleva interrogativi sui modelli di finanziamento futuri
La mossa mette in evidenza un dibattito crescente sul fatto che i progetti crypto possano sostenere la crescita senza il sostegno del venture capital tradizionale.
Storicamente il venture capital ha fornito non solo finanziamenti, ma anche supporto strategico e accesso a reti che possono accelerare l’adozione.
Allontanarsi da questo modello potrebbe limitare tali vantaggi, soprattutto in un mercato competitivo.
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