Il CEO di Circle, Jeremy Allaire, ha ridimensionato la minaccia di OpenUSD, una stablecoin sostenuta da oltre 140 aziende, affermando che quasi 30.000 miliardi di dollari in trasferimenti trimestrali di USDC (USDC) ne consolidano la leadership.
Punti chiave:
- Jeremy Allaire ha respinto le affermazioni secondo cui la nuova stablecoin OpenUSD eroderà la posizione di mercato di USDC.
- Le azioni Circle sono scese di oltre il 17% dopo l’annuncio del consorzio, per poi recuperare parte del terreno.
- Gli analisti sono divisi: alcuni definiscono il selloff emotivo, altri avvertono che la pressione persisterà.
Allaire respinge la minaccia OpenUSD
Allaire ha illustrato la sua posizione in un dettagliato post su X del 1° luglio, rispondendo alle domande degli investitori un giorno dopo che il consorzio Open Standard ha presentato il suo token. Il gruppo conta tra i suoi oltre 140 sostenitori Visa, Mastercard, Stripe, Coinbase e BlackRock. OpenUSD promette conio e rimborso a commissioni zero e prevede di condividere i proventi delle riserve con i partner una volta lanciato entro la fine dell’anno, inizialmente su reti come Solana (SOL) e Base.
Il chief di Circle ha sostenuto che le stablecoin premiano gli incumbent perché liquidità, integrazioni e autorizzazioni regolamentari si accumulano nel corso di anni di investimenti continui. Ha citato dati di Artemis secondo cui USDC ha processato quasi 30.000 miliardi di dollari in transazioni on-chain nel primo trimestre, pari a circa l’80% di tutto il volume delle stablecoin in dollari, mentre USDT di Tether (USDT) ha gestito la maggior parte del resto.
Sull’argomento di punta del concorrente, il conio gratuito, Allaire ha ribattuto che Circle già gestisce l’economia dei grandi partner tramite contratti diretti, invece che con un’esenzione generalizzata delle commissioni. Cedere quasi tutti i proventi delle riserve ai partner, ha sostenuto, equivale a «una ricetta per affamare un’infrastruttura». Il dirigente ha inoltre insistito sul fatto che la partnership di Circle con Coinbase, che a sua volta sostiene il nuovo token, rimane intatta.
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Caduta del titolo Circle e giudizi degli analisti
Le azioni Circle sono crollate di oltre il 17% a 62,63 dollari il 30 giugno, chiudendo ai minimi da quattro mesi. FTSE Russell ha rimosso il titolo da cinque indici growth nel ribilanciamento annuale dello stesso giorno, costringendo i fondi indicizzati a vendere, anche se le azioni hanno recuperato circa il 5% mercoledì.
Diversi analisti hanno interpretato il calo come emotivo più che strutturale. Gli scettici hanno richiamato progetti consortili falliti come Diem, sostenuto da Meta, e il Global Dollar Network di Paxos, che ha raccolto solo circa 3 miliardi di dollari di offerta dalla fine del 2024. «Rimango fortemente scettico sul fatto che una di queste iniziative possa raggiungere la scala», ha scritto Lorenzo Valente, direttore della ricerca sugli asset digitali presso Ark Invest.
Jefferies ha assunto la posizione opposta. La banca ha sconsigliato ai clienti di comprare sul ribasso, avvertendo che la pressione su Circle difficilmente si attenuerà man mano che banche, società di pagamento e piattaforme fintech lanceranno stablecoin proprie.
Il selloff prolunga un anno punitivo per un titolo molto volatile sin dal debutto in borsa. Circle ha fissato il prezzo della sua IPO a 31 dollari nel giugno 2025, toccando un record intraday vicino ai 299 dollari nelle settimane successive alla quotazione. Le azioni hanno perso oltre la metà del loro valore da metà maggio.
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